Qatar: primo Paese arabo nel Consiglio europeo

Pubblicato il 26 marzo 2018 alle 13:27 in Europa Qatar

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Il Qatar è il primo Paese arabo ad aver ottenuto lo status di osservatore da parte del Consiglio europeo. L’accordo tra le due parti verrà siglato dal rappresentante dello Stato del Qatar presso il Consiglio europeo, il brigadiere Ibrahim Khalil Al-Muhannadi, lunedì 26 marzo a Strasburgo, alla presenza del vice segretario generale del Consiglio, Gabriela Pattani.

La decisione di conferire a Doha lo status di osservatore è avvenuta nel contesto dello scambio delle competenze e delle informazioni nell’ambito della sicurezza, di cui entrambe le parti potranno beneficiare in occasione della Coppa mondiale del 2022 e di altri eventi che si terranno nella capitale qatarina. L’accordo mira a combattere la violenza e la cattiva condotta e a garantire la sicurezza degli spettatori in occasione degli eventi sportivi. Il patto verrà supervisionato da parte di un comitato permanente, che avrà il compito di monitorarne l’implementazione e le funzioni.

In merito alla questione, il giorno precedente alla firma dell’accordo, domenica 25 marzo, Al-Muhannadi aveva sottolineato l’importanza dell’adesione del Qatar al Consiglio europeo e aveva annunciato che il proprio Paese sarebbe diventato un membro attivo del Consiglio europeo entro il periodo di due anni. Da parte loro, gli Stati membri del Consiglio avrebbero accolto favorevolmente il conferimento dello status di osservatore a Doha, dal momento che il Paese godrebbe di una buona reputazione in tutti I campi a livello internazionale, secondo quanto riferito dal quotidiano Al-Jazeera in lingua araba.

Il Consiglio europeo, composto dai capi di governo dei Paesi membri dell’Unione Europea, è un organo che ha il compito di definire l’indirizzo politico dell’Unione europea e di esaminare i principali problemi del processo di integrazione. Il Consiglio è una delle istituzioni dell’Unione Europea, secondo quanto stabilito dal Trattato di Lisbona, entrato in vigore l’1 dicembre 2009.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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