Libia: forze armate statunitensi uccidono 2 terroristi

Pubblicato il 25 marzo 2018 alle 10:28 in Africa Libia

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Le forze armate statunitensi hanno dichiarato di aver ucciso 2 terroristi in un raid aereo nella zona sud-occidentale della Libia, sabato 24 marzo.

L’incursione ha colpito la periferia della città di Ubari, dove si stava tenendo un incontro tra leader terroristi, ed è stata effettuata in coordinazione con il Governo di Accordo Nazionale di Tripoli, riconosciuto a livello internazionale. L’obiettivo dei raid è eliminare qualsiasi tipo di area sicura dei militanti nel deserto. La dichiarazione rilasciata afferma che nell’azione non sono stati uccisi civili.

È la prima volta che un attacco del genere viene effettuato così a sud nel Paese. La città di Ubari, infatti, dista 700 chilometri a sud di Tripoli, sulla strada che porta al confine della Libia con l’Algeria. Il Comando africano degli Stati Uniti ha sottolineato di essere fortemente impegnato nel mantenere alta la pressione sul network terroristico, per prevenire la formazione di zone sicure per i terroristi.

Negli ultimi anni, le forze statunitensi avevano eseguito incursioni aeree occasionali contro i militanti libici. Inoltre, nel 2016 avevano lanciato una campagna aerea contro lo Stato Islamico diretto alla sua ex roccaforte libica, Sirte, mentre le forze locali lottavano per cacciare i jihadisti dalla città. Nel 2017, gli Stati Uniti avevano dichiarato di aver ucciso dozzine di sospettati grazie ai raid aerei eseguiti in aree desertiche a sud di Sirte, con l’obiettivo di evitare che si ricreassero gruppi di militanti.

Nell’ultimo mese, nella zona meridionale della Libia sono aumentate le tensioni, specialmente nel territorio di Sabha, a 170 chilometri da Ubari, che è stato lo scenario di numerosi scontri tra gruppi armati rivali. I contrasti, che si sono verificati in maniera sporadica a partire dal 4 febbraio, si sono intensificati mercoledì 28 febbraio e hanno causato numerose vittime, tra le quali anche donne e bambini. Gli scontri sarebbero avvenuti nel contesto del tentativo del Libyan National Army, l’esercito guidato dal generale Khalifa Haftar, di espandere il proprio controllo nel territorio meridionale della Libia. Fonti fedeli ad Haftar avevano annunciato che l’uomo avrebbe lanciato un’operazione militare nel territorio, volta a setacciare il territorio e individuare le postazioni di gruppi armati stranieri.

La guerra civile in Libia è iniziata il 17 febbraio 2011. In seguito all’uccisione del colonnello Muammar Gheddafi, che governava la Libia dal 1969, avvenuta il 21 ottobre 2011, il Paese è precipitato in una guerra civile che non si è ancora conclusa. Attualmente, nel Paese esistono due governi rivali. Il primo, sostenuto da Stati Uniti e Italia, si trova a Tripoli ed è stato creato dall’ONU il 30 marzo 2016. Il secondo è a Tobruk ed è protetto da Russia, Egitto ed Emirati Arabi Uniti. Il governo di Tripoli, che avrebbe dovuto unificare il Paese, deve fronteggiare le maggiori divisioni al proprio interno. È infatti costretto a scontrarsi nella stessa città di Tripoli con un altro governo, guidato da Khalifa al-Ghuwail e sostenuto dal Qatar, che rivendica la legittimità politica.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

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