L’Eritrea e il terrorismo

Pubblicato il 25 marzo 2018 alle 6:01 in Approfondimenti Eritrea

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L’Eritrea, situata nel Corno d’Africa ha ottenuto l’indipendenza dall’Etiopia nel 1993. Ad oggi, il Paese, governato dal presidente Isaias Afwerki da 24 anni, non possiede una propria Costituzione. Le violazioni dei diritti umani sono all’ordine del giorno e, spesso, vengono riportati episodi di detenzioni forzate, abusi contro i prigionieri e torture. I media dell’Eritrea non sono altresì liberi e indipendenti. Nonostante ciò, secondo il Foreign Office del Regno Unito, l’Eritrea detiene il tasso più basso di terrorismo di tutto il Corno d’Africa. Tale informazione è stata confermata dal Global Terrorism Index del 2017, che ha posizionato Asmara al 134 posto su una scala di 163 Paesi di cui è stata analizzata l’incidenza della minaccia terroristica. Il report aggiunge che il Paese africano non ha subito alcun attacco terroristico nel 2017 e, finora, nemmeno nei primi due mesi e mezzo del 2018.

Secondo quanto riferito dal Country Report on Terrorism 2016 del governo americano, il governo di Asmara sta continuando a dichiararsi impegnato nella lotta al terrorismo nella regione, dove il gruppo somalo legato ad al-Qaeda, al-Shabaab, continua a compiere offensive, insieme a sporadiche azioni di al-Qaeda e dell’ISIS. L’Eritrea sostiene altresì la coalizione saudita che bombarda i ribelli sciiti Houthi in Yemen, dove è in corso un conflitto dal marzo 2015, ed ha anche permesso alle forze sostenitrici di Riad di posizionare elementi militari sul suolo eritreo. Nel maggio 2016, gli Stati Uniti hanno dichiarato che l’Eritrea non stava cooperando appieno con loro nella lotta al terrorismo, in base alla Sezione 40A dell’Arms Export Arms Control Act. Nel 2017, il Dipartimento di Stato ha rivalutato l’impegno eritreo tenendo presente gli obiettivi americani e anche le effettive capacità di Asmara.

Il governo dell’Eritrea si torva sotto un regime di sanzioni imposte dal Consiglio di sicurezza dal 2009, in quanto era stato accusato di aver supportato al-Shabaab e di aver contribuito alla destabilizzazione della regione. Nel 2011, il Consiglio ha continuato a mantenere un embargo sulle armi e anche un divieto di viaggio, insieme al congelamento degli asset bancari e finanziari di determinati leader politici e militari eritrei, chiedendo al Paese di interrompere l’addestramento e l’equipaggiamento dei gruppi armati locali. Anche se, nel 2016, il gruppo di monitoraggio Somalia-Eritrea (SEMG) non ha trovato prove relative all’appoggio eritreo ad al-Shabaab, l’organizzazione ha stabilito di non poter affermare se l’Eritrea fosse conforme ai requisiti delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu, in quanto il governo di Asmara ha continuato ad impedire agli ispettori SEMG di entrare in Eritrea. Questa mancanza di trasparenza, ad avviso degli americani, indica che i metodi utilizzati per tracciare i terroristi e salvaguardare i cittadini attuati dalle autorità eritree sono poco chiari. È necessario sapere che, per molti anni, l’Eritrea si è rifiutata di trattare questioni politiche con gli ufficiali di sicurezza dei Paesi occidentali.

In merito alla legislazione antiterrorismo, il codice penale eritreo, trasformatosi nell’attuale legge in vigore dal codice dell’Etiopia del 1957, contiene una serie di statuti che possono essere utilizzati per perseguire vari tipi di attività terroristiche, comprese le cospirazioni effettuate da gruppi armati e l’uso di bombe, dinamite, esplosivi o altri metodi che costituiscono un pericolo pubblico. Altre sezioni della legge eritrea sono sufficientemente ampie da essere applicate ai casi di terrorismo, compresi gli atti relativi a reati contro la sicurezza pubblica, la proprietà, lo stato e i suoi interessi nazionali.
Il governo dell’Eritrea, tuttavia, non condivide le informazioni relative ai suoi porti di entrata, alle azioni di contrasto, agli arresti o alle interruzioni delle attività o azioni penali dei gruppi terroristici. Entità tra cui le Forze di Difesa eritree, l’Agenzia per la sicurezza nazionale (NSA), la polizia, e le autorità per l’immigrazione e le dogane hanno solo potenzialmente responsabilità anti-terrorismo. Sono presenti asolo alcune unità speciali della NSA che hanno la funzione di monitoraggio del fondamentalismo o dell’estremismo violento. La condivisione delle informazioni dipende inoltre dalle relazioni personali tra e tra i singoli comandanti di unità. Molti soldati, agenti di polizia e agenti di immigrazione e dogana sono giovani reclute o assegnatari del servizio nazionale che svolgono il proprio lavoro senza una formazione adeguata. In relazione ai controlli dei viaggiatori, il governo eritreo monitora i dati dei passeggeri per tutti i voli in arrivo ad Asmara ed esamina i documenti di viaggio dei visitatori, ma non raccoglie dati biometrici. I funzionari governativi non ricevono la formazione e non hanno la tecnologia adeguata a riconoscere i documenti fraudolenti.

Per quanto riguarda il contrasto al finanziamento del terrorismo, l’Eritrea non è un membro o un osservatore di alcun organo regionale Financial Action Task Force. La valutazione dei rischi di finanziamento del terrorismo nel Paese risulta molto difficile a causa della generale mancanza di trasparenza in materia bancaria, finanziaria ed economica. L’assenza di un’infrastruttura bancaria di base, come le carte di credito e la tecnologia online e il fatto che la moneta eritrea non è convertibile limitano la capacità del Paese di entrare nei mercati finanziari internazionali. Non ci sono quindi informazioni disponibili per indicare se l’Eritrea abbia identificato attività terroristiche o perseguito casi di finanziamento del terrorismo.

Per quanto riguarda il contrasto all’estremismo violento, i funzionari eritrei, negli incontri ufficiali e nelle sue dichiarazioni pubbliche, si vantano per essersi opposti a tale fenomeno, rinnovando il loro impegno a continuare a combatterlo anche in futuro. Non è noto se il governo di Asmara abbia istituito un piano d’azione nazionale per contrastare l’estremismo violento. Mentre le leggi dell’Eritrea e le dichiarazioni pubbliche dei funzionari eritrei sottolineano l’importanza di prevenire tale fenomeno, la mancanza di trasparenza da parte del governo ha reso impossibile valutare se siano state attuate iniziative mirate alla prevenzione, alla contro-messaggistica, alla riabilitazione e al reinserimento.

Infine, nell’ambito della cooperazione regionale e internazionale, l’Eritrea fa parte dell’Unione Africana ed è un membro inattivo della Partnership for Regional East Africa Counterterrorism. Nel 2016, le autorità eritree hanno continuato ad aumentare la cooperazione militare con gli Stati del Golfo, accrescendo anche il supporto politico alla coalizione saudita in Yemen.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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