Unione Europea: condannate attività turche contro Cipro e Grecia

Pubblicato il 24 marzo 2018 alle 9:15 in Cipro Turchia

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I leader europei hanno condannato con forza le azioni illegali della Turchia contro la Grecia e Cipro, denuncia che potrebbe sovvertire il summit turco-europeo che si terrà in Bulgaria il 26 marzo.

La dichiarazione dei 28 Stati membri dell’Unione Europea è avvenuta il 22 marzo, in seguito all’arresto, da parte delle autorità turche, di 2 soldati greci, e successivamente alla promessa della Turchia di prevenire al governo greco-cipriota di avviare ricerche per petrolio e gas. Venerdì 9 febbraio, infatti, una nave da guerra turca aveva bloccato un’imbarcazione italiana della ENI, alla ricerca di giacimenti di gas nel Mediterraneo orientale, all’interno dei confini delle acque nazionali dell’isola.

“Il Consiglio Europeo condanna fortemente le continue azioni illegali da parte di Ankara nel Mediterraneo orientale e nel Mar Egeo, rimarcando la piena solidarietà alla Grecia e a Cipro”, afferma la dichiarazione. Il blocco richiede alla Turchia di porre fine a tali attività e rispettare il diritto cipriota di ricercare e sfruttare le sue risorse naturali, secondo quanto stabilito dalla legge internazionale dell’Unione Europea. I membri del blocco hanno altresì fatto pressioni sulla Turchia per normalizzare le relazioni con Cipro, che è divisa dal 1974, quando le truppe di Ankara entrarono e si stabilirono nella parte settentrionale dell’isola, in risposta a un golpe militare greco. La Repubblica di Cipro, a maggioranza greca, è riconosciuta a livello internazionale, mentre la Repubblica Turca di Cipro Nord solamente da Ankara.

Il presidente cipriota, Nicos Anastasiades, ha elogiato la forte espressione di solidarietà dell’Unione Europea, affermando che questa è la prima volta che le attività della Turchia nel Mar Mediterraneo orientale e nella Zona Economica Esclusiva di Cipro vengono chiaramente condannate dal Consiglio Europeo.

 Il primo ministro greco, Alexis Tsipras, ha sottolineato la necessità che la Turchia rispetti la legge internazionale, mantenendo allo stesso tempo la porta del dialogo aperta. Le relazioni fra Atene e Ankara sono peggiorate in seguito al fallimento, da parte delle autorità greche, di estradare 8 soldati turchi, fuggiti dal loro Paese la notte del 15 luglio 2016, quando un colpo di Stato aveva cercato di rovesciare il presidente, Recep Tayyp Erdogan.

Anche le relazioni fra Unione Europea e Turchia sono peggiorate, poiché il blocco sta ritardando l’accesso del Paese in Europa, principalmente a causa delle problematiche relative ai diritti umani, che devono essere risolte prima di permettere allo Stato di diventare membro. Tuttavia, Bruxelles considera Ankara un alleato strategico nella lotta contro l’estremismo islamico, secondo un patto di cooperazione firmato nel 2016.

Il 26 marzo, i leader europei incontreranno in ogni caso le autorità turche a Varna, in Bulgaria. L’obiettivo del summit, al quale parteciperanno altresì il presidente dell’Unione Europea, Donald Tusk, il capo della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker ed Erdogan, è quello di migliorare le relazioni fra le due parti.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

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