Palestina: ambasciatore statunitense deve essere inserito nella lista dei terroristi mondiali

Pubblicato il 24 marzo 2018 alle 8:33 in Palestina USA e Canada

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L’Autorità Palestinese ha chiesto che l’ambasciatore statunitense presso Israele, David Friedman, venga aggiunto alla lista dei terroristi mondiali, in seguito all’aumento delle tensioni tra il diplomatico e i palestinesi.

Il Ministero dell’Informazione palestinese ha rilasciato un resoconto, intitolato “Friedman, l’ambasciatore degli insediamenti e l’avvocato dell’estremismo”, che afferma che l’uomo dovrebbe essere inserito nella lista poiché ha acconsentito alla pulizia etnica e al razzismo, violando la legge internazionale e supportando il terrorismo. Non è chiaro a quale elenco si riferisse la Palestina, data l’esistenza di due liste del genre: il Dipartimento di Stato americano detiene un registro delle organizzazioni terroristiche straniere, mentre l’Interpol ha un database dei terroristi.

La settimana passata, Friedman aveva criticato l’Autorità Palestinese per non aver condannato le morti di 2 soldati israeliani, avvenute a Gerusalemme e in Samaria. Il leader della Palestina, Mahmoud Abbas, aveva risposto al commento chiamando il diplomatico statunitense “figlio di un cane” e affermando che sia lui che la sua famiglia, di origine ebraica, sono coloni delle loro terre. Il Dipartimento di Stato americano ha definito i commenti di Abbas “oltraggiosi e inutili” e Friedman ha suggerito che quanto affermato dal leader sia antisemita.

Il Ministero degli Esteri palestinesi ha spiegato che gli insulti del leader contro Friedman si riferivano al fatto che l’ambasciatore supporta gli insediamenti israeliani nel Paese, considerati illegali dalla legge internazionale. Inoltre, è stato altresì sottolineato che il diplomatico statunitense si è opposto alla soluzione a due Stati per risolvere le controversie fra Israele e Palestina. The Times of Israel ha riportato che in una recente intervista, Friedman aveva dichiarato che gli insediamenti della Cisgiordania erano parte di Israele e che la soluzione a due Stati aveva perso significato.

Prima di diventare ambasciatore, Friedman lavorava come avvocato personale del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. La sua nuova carica aveva fatto nascere qualche controversia, proprio perché l’uomo supporta gli stanziamenti israeliani in Palestina.

L’atteggiamento di Abbas nei confronti degli Stati Uniti e di Israele è peggiorato da quando, il 6 dicembre 2017, Trump aveva annunciato la decisione di spostare l’ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme, riconoscendo la Città Santa come capitale israeliana. La decisione aveva fatto scoppiare proteste in tutto il mondo e aveva inasprito il conflitto fra israeliani e palestinesi. Da allora, il presidente Abbas ha boicottato l’amministrazione statunitense. Il Consiglio di Sicurezza aveva messo ai voti la decisione, nel tentativo di impedirla, ma gli Stati Uniti avevano opposto il veto e la mozione non era passata. Successivamente, anche l’Assemblea Generale aveva votato la questione, che era stata respinta dai membri dell’organizzazione, in modo, tuttavia, non vincolante. Gli Stati Uniti hanno dichiarato che apriranno l’ambasciata a Gerusalemme a maggio 2018.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

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