Grecia: neonazisti attaccano Comunità afghana in Grecia

Pubblicato il 24 marzo 2018 alle 11:09 in Europa Grecia

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Un gruppo di neonazisti ha attaccato l’ufficio di Atene della Comunità Afgana in Grecia.

Gli assalitori hanno atteso che gli impiegati si allontanassero per la pausa pranzo, giovedì 22 marzo, irrompendo poi nel monolocale adibito ad ufficio della Comunità Afgana in Grecia. Il gruppo ha rotto i computer e l’arredamento del locale, prima di versare benzina sul pavimento e dare fuoco alla stanza.

Yonous Muhammadi, ex presidente dell’associazione afgana e capo del Forum Greco per i Rifugiati, ha dichiarato che l’attacco è avvenuto in un momento in cui l’organizzazione sta ricevendo molte minacce di morte da parte dei gruppi di estrema destra. Un precedente attacco all’associazione era avvenuto nel 2010.

Il gruppo di ronde neonazista Crypteia ha rivendicato l’incidente di giovedì, secondo quanto riportato da numerosi media greci. Di recente, rifugiati, migranti e musulmani sono stati presi di mira dalle violenze dei gruppi di estrema destra. Ad esempio, nelle provincie di Atene, Il Pireo e Aspropyrgos, alcuni lavoratori provenienti dal Pakistan e rifugiati afgani sono stati obiettivo di una serie di minacce di morte.

Muhammadi ha affermato che il gruppo è diventato famoso dopo aver attaccato la casa di un bambino afgano, nel novembre 2017, rompendo le finestre dell’abitazione e lasciandovi un biglietto con scritto “Tornatene al tuo villaggio. Vattene”. Il nome “Crypteia” fa riferimento ad un gruppo di antichi spartani, noto per i suoi attacchi contro gli schiavi. Si ritiene che Crypteia sia una cellula distaccatasi dal partito neonazista Alba Dorata, che detiene 16 seggi al Parlamento greco e che, in passato, aveva effettuato attacchi brutali contro migranti e opponenti politici. In seguito all’arresto di 69 dei suoi membri, accusati di far parte di una organizzazione criminale, il numero di crimini del partito è diminuito, ma dal 2017 il Paese è stato testimone della crescita delle violenze xenofobiche, il quale numero è triplicato rispetto all’anno prima, passando da 48 a 133.

L‘incidente di giovedì contro l’associazione afgana è avvenuto pochi giorni dopo la marcia organizzata per la “Giornata Internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale”. Per l’occasione, rifugiati, richiedenti asilo, anti-fascisti e attivisti si erano riuniti ad Atene per protestare contro il patto stipulato il 18 marzo 2016 tra Unione Europea e Turchia, che ha l’obiettivo di fermare il flusso di rifugiati e migranti nel continente. Secondo tale accordo, chiunque approdi sulle isole greche deve essere rimandato in Turchia, a meno che i rifugiati non abbiano le condizioni per richiedere asilo. La Grecia è spesso il primo Paese europeo che i migranti incontrano. Alcune isole greche ospitano centri d’accoglienza stracolmi di persone che attendono la determinazione ufficiale del loro status di richiedenti asilo, prima di essere ricollocati in Europa.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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