USA: sanzioni e tariffe alla Cina del valore di 60 miliardi di dollari

Pubblicato il 23 marzo 2018 alle 12:36 in Cina USA e Canada

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Il presidente Donald Trump ha annunciato nuove tariffe e sanzioni del valore complessivo di 60 miliardi di dollari verso i beni cinesi per punire il furto di segreti tecnologici e commerciali da parte della Cina.

È quanto ha riportato il New York Times nella giornata di giovedì 22 marzo, riferendo che le misure colpiranno circa 100 categorie commerciali delle importazioni di Pechino, dalle calzature all’elettronica e prevederanno altresì restrizioni agli investimenti cinesi negli Stati Uniti. Tale mossa è avvenuta alla vigilia dell’entrata in vigore dei dazi del 25% sull’acciaio e del 10% sull’alluminio, che colpiranno anch’esse la Cina, ma che escluderanno invece Unione Europea, Canada, Messico, Australia, Brasile, Argentina e Corea del Sud, secondo quanto riferito dal rappresentante del commercio americano, Robert Lighthizer.

All’annuncio delle sanzioni e delle tariffe, Trump ha firmato un memorandum, invocando la Sezione 301 del 1974 del Trade Act, la quale autorizza il presidente americano ad effettuare tutte le azioni appropriate per rispondere ad una violazione del commercio internazionale che va a discapito degli Stati Uniti. Al momento della firma, il leader della Casa Bianca ha riferito che tale mossa è soltanto “la prima di molte altre”. Al contempo, il presidente ha precisato di considerare la Cina “un amico” e di nutrire un profondo rispetto per il leader cinese, Xi Jinping, riferendosi alla pressione esercitata nei confronti della Corea del Nord. “Ci stanno aiutando molto con Pyongyang, ma abbiamo un deficit commerciale, ci sono diversi modi di guardare a esso, ma la realtà è che è il deficit commerciale più grande che un Paese abbia mai avuto nella storia”, ha spiegato Trump, aggiungendo che Washington continuerà a mantenere i rapporti diplomatici con Pechino per ridurre gli squilibri commerciali, anche se ha firmato sanzioni e tariffe che causeranno tensioni tra i due Paesi. L’amministrazione americana, per sottolineare le relazioni commerciali ingiuste, ha sottolineato che la Cina ha un surplus pari a 375 miliardi di dollari con gli USA. Per di più, il vicedirettore del Consiglio economico nazionale per gli affari economici internazionali, Everett Eissenstat, ha dichiarato che, dall’inchiesta condotta dalle autorità statunitensi, è emerso che la Cina ha rubato e ha costretto le società americane a rovesciare la propria proprietà intellettuale attraverso una serie di manovre strutturali gestite dallo Stato, tra cui il requisito in base al quale le compagnie straniere devono collaborare con aziende cinesi per accedere al mercato cinese. Ad avviso di Lighthizer, le nuove tariffe sono un’azione estremamente importante e significativa per il futuro degli Stati Uniti.

Venerdì 23 marzo, Pechino ha annunciato le proprie tariffe nei confronti di 128 prodotti americani, del valore di 3 miliardi di dollari, dichiarando che sono in risposta ai dazi sull’alluminio e sull’acciaio. Il Ministero del Commercio cinese, temendo una vera e propria guerra commerciale, ha invitato gli USA a evitare di mettere in pericolo i rapporti bilaterali.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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