Siria: 1.600 ribelli evacuati dal Ghouta

Pubblicato il 23 marzo 2018 alle 6:03 in Medio Oriente Siria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Più di 1.600 ribelli, insieme ai membri delle loro famiglie, sono stati evacuati dal territorio di Harasta, situato nel Ghouta orientale, e sono arrivati nel governatorato di Idlib, situato nel nord-ovest della Siria, giovedì 22 marzo, nel contesto dell’accordo raggiunto tra i soldati dell’opposizione e la Russia il giorno precedente.

Giovedì 22 marzo, la televisione di stato siriana ha annunciato “la partenza di 547 persone da Harasta, tra i quali 88 combattenti”. Mercoledì 21 marzo, i combattenti del gruppo Ahrar Al-Sham, uno dei gruppi ribelli che combattono contro le forze governative nel territorio del Ghouta orientale, avevano deciso di terminare i combattimenti in cambio di un corridoio sicuro che permettesse loro di raggiungere il governatorato di Idlib, situato nord-ovest della Siria, ancora sotto il controllo dell’opposizione, o di essere assolti dalle autorità siriane, nel caso in cui decidessero di rimanere nell’area. Si era trattato del primo accordo di questo genere concluso tra la Russia e l’opposizione siriana all’interno dell’enclave. L’evacuazione sarebbe dovuta iniziare intorno alle 5:00, ora locale, di giovedì 22 marzo, tuttavia l’avvio sarebbe stato successivamente rinviato, nonostante nel territorio di Harasta fossero già presenti numerosi autobus pronti per la partenza.

Secondo quanto riferito dal quotidiano The New Arab, l’accordo tra i ribelli e la Russia potrebbe costituire un punto di svolta nell’assedio del Ghouta orientale, dal momento che potrebbe mettere sotto pressione i ribelli che controllano le atre due aree in cui è stato diviso il territorio dalle forze governative. Le truppe di Al-Assad hanno diviso il territorio in 3 zone e avrebbero avviato trattative segrete con i singoli gruppi di ribelli in ogni area, applicando il principio del “divide et impera”, secondo il quale il migliore espediente per controllare e governare un popolo sarebbe dividerlo, provocando rivalità e fomentando discordie. Martedì 20 marzo, il ministro della Difesa russo aveva annunciato che le forze governative, fedeli al presidente siriano Bashar Al-Assad, sostenute da Mosca, avevano preso il controllo di circa il 65% dell’area del Ghouta, “liberandola dai terroristi”.

Gli scontri nell’enclave dei ribelli continuano incessantemente nonostante, il 24 febbraio, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite avesse imposto nel territorio una tregua della durata di 30 giorni per consentire la distribuzione degli aiuti umanitari nell’area e le evacuazioni mediche. Il cessate-il-fuoco era stato imposto in seguito all’escalation di violenza che aveva colpito il territorio del Ghouta siriano nella settimana precedente, a partire dal 18 febbraio. La misura era stata violata poche ore dopo la sua imposizione, il 25 febbraio. Al fine di porre fine all’escalation di violenza e di permettere l’accesso degli aiuti umanitari e le evacuazioni mediche, il 26 febbraio, Mosca aveva imposto una “pausa umanitaria”, che sarebbe dovuta entrare in vigore il giorno successivo, il 27 febbraio, e durare 5 ore, dalle 9:00 alle 14:00. Anche in questo caso, la tregua era stata immediatamente violata dagli scontri tra le forze governative e i ribelli. Un terzo tentativo era stato fatto dalla Russia, la quale, giovedì  1 marzo, aveva imposto una tregua giornaliera di 5 ore nel territorio siriano del Ghouta orientale, che è entrata in vigore nella mattinata di venerdì 2 marzo, ma, ancora una volta, non era stata rispettata. In questo contesto, martedì 20 marzo, il ministro della Difesa russo, Sergej Kuzugetovic Sojgu, aveva riferito che almeno 79.702 civili sarebbero stati evacuati dal territorio, nel contesto dell’operazione umanitaria. Giovedì 22 marzo, il Ministero della Difesa russa ha annunciato che più di 5.000 civili avrebbero lasciato l’enclave dei ribelli.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.