Giordania: nuovo centro di formazione per l’antiterrorismo

Pubblicato il 23 marzo 2018 alle 11:27 in Giordania Medio Oriente

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La Giordania e gli Stati Uniti hanno annunciato la nascita di un nuovo centro di formazione per l’antiterrorismo nel territorio meridionale di Amman. La struttura è stata creata con l’obiettivo di potenziare le capacità delle forze locali in una regione colpita dai conflitti.

Il centro, la cui apertura è stata annunciata giovedì 22 marzo, è legato alla Jordanian Police Academy, che si trova a Suwaqah, a 70 km di distanza dalla capitale giordana, e si occupa di formare le forze di sicurezza a fronteggiare la gestione delle crisi, il sequestro di ostaggi, il cyber terrorismo e il rilevamento di esplosivi.

In occasione della cerimonia di apertura, il vice segretario di stato americano per la sicurezza diplomatica, Michael T. Evanoff, ha dichiarato: “Il programma di assistenza antiterrorismo per la Giordania è in corso ed è molto importante per noi” e ha aggiunto: “L’addestramento salva vite e aiuta a costruire le capacità del Paese ospitante. Sono molto contento di aprire questo centro e spero che si espanda e che venga utilizzato come un hub centrale”.

Si tratta del secondo centro di questo genere lanciato dagli Stati Uniti e dalla Giordania, che è uno dei principali alleati di Washington in Medio Oriente. La prima struttura, il centro di addestramento per le operazioni speciali King Abdullah II, era stato aperto nel 2009 a Zarqa, a est di Amman.

La Giordania ha sempre svolto un ruolo di primo piano nella lotta contro lo Stato Islamico, collaborando con la coalizione internazionale, a guida americana. Proprio a causa del suo ruolo attivo nella lotta contro l’ISIS e della vicinanza geografica al califfato, la Giordania è stata bersaglio dei gruppi estremisti, che hanno più volte tentato di colpire, in particolare, i presidi di sicurezza. L’attentato più grave si è verificato il 18 dicembre 2016 nella città turistica di Karak, quando 14 persone, tra cui civili, sono morte negli scontri tra alcuni uomini armati e le forze della sicurezza. L’attentato è stato rivendicato dall’ISIS. Più recentemente, l’8 gennaio, l’agenzia di stampa nazionale giordana Petra ha rivelato che Amman avrebbe sventato un piano dello Stato Islamico che prevedeva nel mese di novembre 2017 una serie di attacchi terroristici in tutto il Paese, contro presidi di sicurezza, centri commerciali e personaggi religiosi moderati. Oltre a ciò, la Giordania condivide con la Siria un confine che si estende per più di 370 km. Per questo motivo, fin dallo scoppio della guerra civile, che è iniziata il 15 marzo 2017, i cittadini siriani fuggiti dal conflitto si sono rifugiati nel Regno Hashemita. Stando ai dati diffusi dalle Nazioni Unite, al momento, nel dicembre 2017, la Giordania ospitava più di 650.000 rifugiati siriani, mentre le autorità di Amman hanno affermato che il numero reale si aggiri intorno all’1,3 milioni.

Da parte loro, gli Stati Uniti hanno sempre sostenuto la Giordania, aiutandola a tutelare la sicurezza nazionale. Washington ha un interesse strategico nel supportare Amman, dal momento il Regno Hashemita è un Paese politicamente stabile e collocato in una posizione chiave nella regione. La collocazione geografica della Giordania la renderebbe un centro logistico e strategico fondamentale per gli Stati Uniti, che avrebbero già posizionato i missili Patriot nel Regno e il cui esercito avrebbe centinaia di addestratori nel territorio.

Nel mese di febbraio 2018, gli Stati Uniti avevano impegnato 1,2 miliardi di dollari in aiuti annuali alla Giordania per il periodo compreso tra il 2018 e il 2022. Si tratta del primo accordo di questo genere tra i due Paesi da quando il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si è insediato alla Casa Bianca, il 20 gennaio 2017. Il patto prevede che Washington fornisca annualmente almeno 750 milioni di dollari per l’assistenza economica e 350 milioni di dollari in aiuti militari.

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Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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