L’Egitto non è pronto per la democrazia

Pubblicato il 22 marzo 2018 alle 15:29 in Africa Egitto

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L’Egitto non è pronto per la democrazia, secondo quanto affermato dal presidente egiziano, Abdel Fattah Al-Sisi, a una settimana dall’inizio delle elezioni presidenziali.

In un’intervista, andata in onda in una televisione locale martedì 20 marzo, Al-Sisi ha chiesto di non biasimarlo per aver imposto un giro di vite sulle candidature alle elezioni e ha dichiarato: “Ci sono persone che dicono: sappiamo che vincerà lui, vogliamo qualcuno che si schieri contro di lui … Non c’è niente di male in questo. Vorrei solo dire una cosa a queste persone: state parlando di qualcosa che non è colpa mia. Giuro che speravo ci fossero i dieci migliori candidati contro di me e che voi aveste potuto scegliere chi aveste preferito tra noi. Ma non siamo ancora pronti”. Il presidente egiziano ha aggiunto: “Voglio solo dire una cosa a queste persone: state parlando di cose che non sono colpa mia”.

Le dichiarazioni di Al-Sisi sono giunte dopo che numerosi egiziani residenti all’estero avevano boicottato le elezioni presidenziali, accusandole di essere “predeterminate” per portare alla vittoria l’attuale presidente dell’Egitto. Nel Paese, i seggi saranno aperti tra lunedì 26 e mercoledì 28 marzo e si stima che la vittoria verrà ottenuta da Al-Sisi, dal momento che il presidente egiziano gareggia contro un solo candidato, Moussa Mustafa Moussa, un sostenitore del suo governo. Gli altri oppositori politici si erano tutti ritirati prima della chiusura delle registrazioni dei candidati, avvenuta il 29 gennaio.

In questo contesto, il 28 gennaio, alcuni oppositori politici del presidente in carica avevano esortato a boicottare le elezioni presidenziali definendole “una commedia”, a causa dell’ondata di repressione che aveva allontanato tutti coloro che si erano candidati contro Al-Sisi. L’ultimo episodio di questo genere si era verificato il 24 gennaio, quando l’avvocato egiziano, Khaled Ali, aveva annunciato ufficialmente che avrebbe ritirato la candidatura alle elezioni presidenziali, sottolineando che, al momento, in Egitto non ci sarebbero le condizioni per concorrere in maniera corretta alle elezioni. La decisione dell’avvocato era giunta il giorno successivo al ritiro del principale oppositore politico del presidente egiziano, l’ex capo di stato maggiore dell’esercito egiziano, il tenente generale Sami Anan, annunciato martedì 23 gennaio, dopo che l’uomo era stato arrestato in seguito alla presentazione della candidatura. Per tutta risposta, il 6 febbraio, la Procura Generale egiziana aveva aperto un’indagine nei confronti della richiesta di boicottare le elezioni presidenziali, avanzata dagli oppositori politici del presiedente Abdel Fattah Al-Sisi, dopo aver intentato cause contro numerosi politici, accusati di tentare di rovesciare il governo.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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