Caso Skripal: creatore del veleno motiva estraneità di Mosca ai fatti

Pubblicato il 22 marzo 2018 alle 20:34 in Russia UK

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Leonid Rink, creatore del nervino A-234, la sostanza usata per avvelenare l’ex spia russa Sergej Skripal’, ha spiegato in un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa russa RIA Novosti perché Mosca non sarebbe da ritenere responsabile.

Stando a quanto dichiarato da Rink, il fatto che Skripal’ sia vivo dimostra che la Russia non è coinvolta nella vicenda, “perché anche un analfabeta non utilizzerebbe un veleno russo con un nome russo”. In secondo luogo, secondo il professore, Mosca non avrebbe avuto motivo per avvelenare il sue ex agente segreto.

“In primo luogo, Skripal’ ha lavorato per entrambe le parti, cioè ha dato i suoi contatti britannici ai russi e quelli russi agli inglesi. Ciò dimostra che Mosca non avrebbe avuto un motivo concreto per eliminarlo. In secondo luogo, un simile scandalo a livello internazionale non sarebbe stato vantaggioso per la Russia, il momento non era assolutamente favorevole, essendo accaduto alla vigilia delle elezioni e poco prima dei Mondiali di calcio”, ha proseguito Rink.

Il professore sarebbe inoltre convinto che dietro l’avvelenamento dell’ ex spia russa vi siano i servizi segreti britannici.

“Soltanto loro sarebbero potuti essere a conoscenza di alcuni fatti riguardanti  i movimenti di Skripal’ e di sua figlia. Per questo reputo che sarebbe stato molto più facile per gli inglesi avvelenarlo”, ha concluso Rink.

 

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Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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