Nigeria: Boko Haram ha liberato le studentesse rapite a Dapachi

Pubblicato il 21 marzo 2018 alle 12:27 in Africa Nigeria

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Secondo quanto riportato dai media nigeriani, tutte le studentesse che erano state catturate dai jihadisti di Boko Haram presso il villaggio di Dapachi, nello Stato dello Yobe, il 19 febbraio, sono state rilasciate. Tuttavia, è stata confermata la morte di 5 ragazze.

La loro liberazione è avvenuta a una settimana di distanza dalla visita del presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, presso la scuola del villaggio, dove aveva incontrato i genitori delle ragazze rapite per cercare di rassicurarli. Secondo quanto riportato da Africa News, i militanti di Boko Haram sarebbero giunti a Dapachi disarmati per contrattare con i leader della comunità, concordando di liberare le studentesse. La scorsa settimana, il Ministero della Difesa nigeriano aveva reso noto che le ragazze sarebbero state liberate entro la fine di marzo dall’esercito.

Solo il 20 marzo, Amnesty International ha pubblicato un comunicato in cui ha accusato le forze di sicurezza locali di non essere riuscite a sfruttare le informazioni che erano state riferite in merito ad un imminente azione di Boko Haram nel mese di febbraio. Di conseguenza, ad avviso dell’organizzazione, l’esercito nigeriano non è stato capace di rispondere efficacemente alle offensive dei terroristi. Per tale ragione, Amnesty International ha invitato le autorità di Abuja a indagare su tali mancanze dell’esercito, che sono state fatali per il rapimento delle studentesse di Dapachi. Per tutta riposta, le forze di sicurezza hanno emesso un comunicato che recita: “È pertinente affermare che la maggior parte delle accuse sono false e costituiscono un tentativo di fuorviare i sentimenti dei nigeriani e demoralizzare le persone che collaborano con noi per estirpare il male dal nord-est della Nigeria”. Il documento si conclude riferendo altresì che l’esercito non è mai stato informato circa l’imminente rapimento delle studentesse di Dapachi.

Il 19 febbraio scorso più di 100 ragazze, tutte di età compresa tra gli 11 e i 19 anni, sono state rapite nel villaggio dello Stato dello Yobe. Si è trattato del sequestro più grave effettuato in seguito a quello del 14 aprile 2014 a Chibok, dove i jihadisti nigeriani rapirono 275 studentesse. Nonostante i militanti diffondano video per dimostrare che le ragazze rapite stanno bene, queste vengono fatte esplodere continuamente, uccidendo decine di persone ogni mese. Il 7 maggio 2017, almeno 86 giovani sono state rilasciate in seguito a lunghe trattative tra il governo di Abuja ed i terroristi. Le autorità credono che almeno 100 ragazze siano ancora nelle mani dei jihadisti.

Al momento, Boko Haram non ha rilasciato alcuna dichiarazione in merito al motivo del sequestro delle studentesse di Dapachi. È opinione di alcuni che il rapimento sia stato effettuato per chiedere il riscatto alle famiglie, dal momento che lo scorso anno i jihadisti avevano liberato 86 giovani di Chibok dopo aver ricevuto milioni di euro, secondo quanto riferito da Reuters.

I jihadisti di Boko Haram ricorrono a diverse pratiche violente per colpire i loro nemici. L’utilizzo di donne o bambine kamikaze, in particolare, viene considerato uno dei segni di riconoscimento del gruppo terroristico. Generalmente, i militanti rapiscono giovani donne e bambine in diverse zone della Nigeria, soprattutto a nord-est, che successivamente vengono obbligate a farsi esplodere in luoghi affollati. 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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