Egitto: egiziani all’estero boicottano le elezioni

Pubblicato il 21 marzo 2018 alle 6:02 in Africa Egitto

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Numerosi egiziani che risiedono all’estero hanno boicottato le elezioni presidenziali, accusandole di essere “predeterminate” per portare alla vittoria l’attuale presidente dell’Egitto, Abdel Fattah Al-Sisi, secondo quanto riferito da una fonte giudiziaria al quotidiano The New Arab.

Stando alle dichiarazioni della fonte, rilasciate lunedì 19 marzo, “Le stime generali provenienti dalle ambasciate in tutto il mondo indicano che la partecipazione sia stata di circa due terzi rispetto alla scorsa tornata elettorale. Il numero totale di voti non ha superato i 200 mila”. Le scorse elezioni presidenziali, che avevanovistola partecipazione di più di 300.000 egiziani all’estero, si erano tenute tra il 26 e il 28 maggio 2014 e avevano visto la vittoria dell’attuale presidente egiziano, che aveva ottenuto il 97% dei voti, sull’unico concorrente, Hamdeen Sabahi. Le elezioni si erano tenute circa un anno dopo che, il 3 luglio 2013, Al-Sisi aveva preso il potere in Egitto, rovesciando il governo del predecessore, Mohammed Morsi.

Le elezioni all’estero si sono tenute tra venerdì 16 e sabato 17 marzo. La fonte, che ha preferito rimanere anonima, ha dichiarato che il calo nella partecipazione alle elezioni degli egiziani all’estero sarebbe dovuto alla “predeterminazione” del risultato. In questo contesto, un egiziano che vive in Svezia, Abdu, ha dichiarato: “Partecipare alla votazione significa legittimare l’intero processo. Spero davvero di vedere la minore partecipazione di sempre alle elezioni per dimostrare al mondo che non è legale e che nessuno crede nel governo attuale”.

Nel Paese, le elezioni presidenziali si svolgeranno tra lunedì 26 e mercoledì 28 marzo e si stima che vittoria verrà ottenuta da Al-Sisi, dal momento che il presidente egiziano gareggia contro un solo candidato, Moussa Mustafa Moussa, un sostenitore del suo governo. Gli altri oppositori politici si erano tutti ritirati prima della chiusura delle registrazioni dei candidati, avvenuta il 29 gennaio. In questo contesto, il 28 gennaio, alcuni oppositori politici del presidente in carica avevano esortato a boicottare le elezioni presidenziali definendole “una commedia”, a causa dell’ondata di repressione che aveva allontanato tutti coloro che si erano candidati contro Al-Sisi. L’ultimo episodio di questo genere si era verificato il 24 gennaio, quando l’avvocato egiziano, Khaled Ali, aveva annunciato ufficialmente che avrebbe ritirato la candidatura alle elezioni presidenziali, sottolineando che, al momento, in Egitto non ci sarebbero le condizioni per concorrere in maniera corretta alle elezioni. La decisione dell’avvocato era giunta il giorno successivo al ritiro del principale oppositore politico del presidente egiziano, l’ex capo di stato maggiore dell’esercito egiziano, il tenente generale Sami Anan, annunciato martedì 23 gennaio, dopo che l’uomo era stato arrestato in seguito alla presentazione della candidatura.

Per tutta risposta, il 6 febbraio, la Procura Generale egiziana aveva aperto un’indagine nei confronti della richiesta di boicottare le elezioni presidenziali, avanzata dagli oppositori politici del presiedente Abdel Fattah Al-Sisi, dopo aver intentato cause contro numerosi politici, accusati di tentare di rovesciare il governo.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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