Tunisia: esplosione nel sud a 3 anni alla strage del Bardo

Pubblicato il 20 marzo 2018 alle 16:29 in Africa Tunisia

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Un cittadino tunisino si è fatto esplodere presso l’area di Ben Qardan, nel sud della Tunisia, mentre veniva inseguito dalle forze della sicurezza, secondo quanto riferito dal portavoce del Ministero dell’Interno tunisino, Khalifa Chibani, il quale ha dichiarato: “Le forze della sicurezza hanno inseguito due sospettati nell’area di Ben Qardan e uno di loro si è fatto esplodere senza causare feriti tra gli uomini della sicurezza”. Successivamente, la polizia ha ucciso il secondo uomo.

Stando alla ricostruzione degli eventi fornita da Chibani, la guardia nazionale tunisina avrebbe ricevuto una segnalazione in merito a “due uomini sospetti” che si trovavano nel territorio di Ben Qardan, situato al confine con la Libia. Le forze di polizia li avrebbero rintracciati nell’area desertica di Magroun e avrebbero tentato di arrestarli, ma uno di loro “si sarebbe fatto esplodere”, mentre il secondo, che era munito di kalashnikov, avrebbe sparato contro le forze tunisine, prima di essere ucciso. Entrambi gli uomini indossavano cinture esplosive e possedevano denaro libico, granate e munizioni”. Secondo il portavoce del Ministero dell’Interno, “è probabile che i due sospettati stessero programmando di andare in Libia” e probabilmente si tratterebbe di due militanti che erano stati segnalati dalle autorità per avere legami con il gruppo Jund Al-Khilafa, affiliato allo Stato Islamico. Non è la prima volta che i terroristi colpiscono Ben Qardan. Il 7 marzo 2016, alcuni uomini armati avevano lanciato un attacco contro il villaggio, causando la morte di 13 uomini delle forze di sicurezza tunisine e di 7 civili.

L’attacco si è verificato il giorno successivo al terzo anniversario della strage del Bardo. Il 18 marzo 2015, due giovani tunisini, armati di kalashnikov, erano entrati nel museo del Bardo, che si trova a Tunisi, causando la morte di 24 persone, di cui 20 turisti, 4 dei quali italiani. L’attentato era stato rivendicato dallo Stato Islamico.

La Tunisia sta portando avanti una rigida campagna anti-terrorismo al fine di innalzare i livelli di sicurezza in tutto il Paese, dal momento che la minaccia continua a essere alta, soprattutto al confine con la Libia, secondo quanto riferito dalle autorità tunisine. Per rafforzare la sicurezza, è previsto che, nel 2018, la Tunisia installerà un sofisticato sistema elettronico al confine libico che dovrebbe impedire l’infiltrazione dei terroristi dalla Libia e limitare le attività di contrabbando. Già il 4 febbraio 2016, la Tunisia aveva completato la costruzione di una barriera alla frontiera libica, composta da fossati, muri di sabbia e filo spinato per contrastare le attività terroristiche e il contrabbando di armi.

Oltre ai confini con la Libia, un fattore di rischio nel Paese è costituito dal ritorno dei foreign fighters tunisini che, negli ultimi anni, sono partiti alla volta della Siria e dell’Iraq per unirsi al califfato islamico. Secondo le stime del Soufan Group, nell’ottobre del 2015, 6.000 combattenti tunisini erano presenti in Medio Oriente, costituendo il gruppo di foreign fighters più numeroso rispetto a tutti gli altri Paesi. Erano tunisini anche due degli attentatori che avevano colpito l’Europa nel 2016 in nome dell’ISIS.  Il primo si era verificato il14 luglio 2016 ed era stato commesso dal 31enne Mohamed Lahouaiej-Bouhlel, tunisino residente a Parigi, che aveva falciato la folla presente sulla promenade di Nizza, uccidendo 86 persone e ferendone 458. Il secondo attentato si era verificato il 19 dicembre a Berlino, per mano del giovane 24enne tunisino Anis Amri, il quale aveva causato la morte di 12 persone e il ferimento di altre 48, travolgendo i mercatini di Natale presenti nella capitale tedesca.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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