Siria: raid colpisce una scuola del Ghouta e uccide 15 bambini

Pubblicato il 20 marzo 2018 alle 12:33 in Medio Oriente Siria

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Un raid aereo ha colpito una scuola, situata nel villaggio di Arbin, nel territorio del Ghouta orientale, e ha ucciso 15 bambini e 2 donne che si stavano nascondendo nel seminterrato dell’edificio per proteggersi dagli scontri, secondo quanto riferito dall’Osservatorio siriano per i diritti umani.

L’attacco aereo, che si crede sia stato condotto dalle forze russe, alleate dell’esercito siriano fedele al presidente Bashar Al-Assad, ha colpito la struttura nella serata di lunedì 19 marzo, causando 17 morti e almeno 52 feriti. Da parte loro, le autorità di Damasco non hanno commentato l’accaduto.

L’episodio ha portato il numero delle vittime civili a 1.454, tra le quali 297 bambini e 183 donne, morti durante gli attacchi aerei e i combattimenti tra le forze governative, sostenute dalla Russia, e i ribelli siriani, presenti nel territorio del Ghouta orientale, che si sono intensificati a partire dal 18 febbraio. Gli scontri nell’enclave dei ribelli, che costituisce l’ultima grande roccaforte dell’opposizione nel territorio siriano, continuano incessantemente nonostante, il 24 febbraio, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite avesse imposto nel territorio una tregua della durata di 30 giorni per consentire la distribuzione degli aiuti umanitari nell’area e le evacuazioni mediche. Il cessate-il-fuoco era stato imposto in seguito all’escalation di violenza che aveva colpito il territorio del Ghouta siriano nella settimana precedente, a partire dal 18 febbraio. La misura era stata violata poche ore dopo la sua imposizione, il 25 febbraio. Al fine di porre fine all’escalation di violenza e di permettere l’accesso degli aiuti umanitari e le evacuazioni mediche, il 26 febbraio, Mosca aveva imposto una “pausa umanitaria”, che sarebbe dovuta entrare in vigore il giorno successivo, il 27 febbraio, e durare 5 ore, dalle 9:00 alle 14:00. Anche in questo caso, la tregua era stata immediatamente violata dagli scontri tra le forze governative e i ribelli. Un terzo tentativo era stato fatto dalla Russia, la quale, giovedì  1 marzo, aveva imposto una tregua giornaliera di 5 ore nel territorio siriano del Ghouta orientale, che è entrata in vigore nella mattinata di venerdì 2 marzo, ma, ancora una volta, non era stata rispettata.

Al momento, oltre a sostenere il governo siriano nell’offensiva contro l’enclave dei ribelli, la Russia è impegnata nel supervisionare l’evacuazione dei civili dal territorio, attraverso un corridoio umanitario. Lunedì 19 marzo, il Ministero della Difesa russo ha dichiarato che, dalla mattinata, circa 6.000 persone avrebbero abbandonato il territorio del Ghouta per sfuggire ai combattimenti.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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