Sarkozy in stato di fermo per indagine su finanziamenti libici illeciti

Pubblicato il 20 marzo 2018 alle 14:31 in Europa Francia

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L’ex presidente francese Nicolas Sarkozy si trova in stato di fermo presso Nanterre, a Parigi, nell’ambito dell’inchiesta su presunti finanziamenti libici alla sua campagna elettorale del 2007. La notizia è stata divulgata dal quotidiano francese Le Monde.

Le indagini sulla questione sono state avviate nell’aprile 2013 dalla Francia in seguito alla pubblicazione da parte de sito internet Mediapart di dichiarazioni rilasciate da Ziad Takieddine, un uomo d’affari franco-libanese, che ha rivelato di aver effettuato diversi viaggi tra Tripoli e Parigi con bagagli pieni di soldi tra il 2006 e il 2007, nel pieno della campagna elettorale di Sarkozy. In particolare, Takieddine avrebbe affermato di aver trasferito i contanti direttamente dal capo dell’intelligence di Gheddafi, Abdullah senussi, al direttore della campagna elettorale di Sarkozy. Lo stesso figlio dell’ex dittatore libico, Muhammar Gheddafi, Said, aveva poi dichiarato che l’ex presidente francese doveva restituire alla Libia i soldi che aveva accettato, riferendo di avere le prove per dimostrarlo. L’inchiesta indaga sulla donazione di 5 milioni di euro in contanti da parte dell’ex dittatore libico, Muhammar Gheddafi, e dal figlio Said alla campagna presidenziale dell’ex leader francese.

Per tutta risposta, Sarkozy ha sempre riferito che le accuse erano state avanzate per la rabbia del rovesciamento del regime di Gheddafi, effettuato dall’intervento della NATO tra il marzo e l’ottobre 2011, nell’ambito del quale la Francia aveva giocato un ruolo di guida per fornire supporto ai ribelli libici. All’epoca, Sarkozy era ancora presidente e aveva ordinato lui stesso l’intervento militare nel Paese nordafricano.

Lo stato di fermo dell’ex presidente può avere una durata di 48 ore, dopo le quali potrà essere portato di fronte al magistrato per rispondere ad ulteriori domande. Settimane fa, anche l’ex collaboratore, Alexandre Djouhri, era stato arrestato a Londra, venendo poi rilasciato su cauzione. È la prima volta che Sarkozy viene trattenuto in relazione all’inchiesta, su cui si era finora rifiutato di rilasciare dichiarazioni. L’ex ministro Brice Hortefeux è anch’egli in stato di fermo per rispondere alle domande degli investigatori.

Sarkozy era già stato rinviato a giudizio per non aver rispettato le regole sul finanziamento della sua campagna elettorale del 2012, avendo speso circa 20 milioni in più rispetto al tetto dei 22,5 milioni consentiti per legge.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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