Giappone: la Cina spaventa di più della Corea del Nord

Pubblicato il 20 marzo 2018 alle 19:30 in Cina Giappone

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Il crescente arsenale di missili posseduto dalla Corea del Nord appare come la minaccia più evidente ed immediata per il Giappone. Tuttavia, gli esperti incaricati di pianificare la difesa a lungo termine del Paese hanno deciso di concentrarsi su una minaccia potenzialmente più pericolosa, rappresentata dall’espansione cinese nel Mar Cinese Meridionale.

La Cina sta accrescendo continuamente le sue spese militari, sebbene ci tenga a sottolineare gli scopi difensivi e pacifici della decisione, ed è arrivata a dominare su gran parte delle acque territoriali del Mar Cinese Meridionale, considerato il punto di snodo principale per il commercio del Giappone con il Medio Oriente e l’Europa.  Alla luce di questi fatti, gli esperti militari di Tokyo sono preoccupati dall’eventualità che la Cina possa essere sul punto di aprirsi un passaggio nel Pacifico attraverso l’arcipelago di Okinawa.

“Attualmente le forze cinesi e le forze giapponesi si equivalgono. Tuttavia, vi è un’alta probabilità che il Giappone si indebolisca”, ha affermato Nozomu Yoshitomi, professore presso la Nihon University di Tokyo e analista militare per il Dipartimento della Difesa.

Il Giappone possiede il secondo esercito più grande dell’Asia ed è supportato dalle forze militari americane, le quali usano il territorio giapponese come principale base verso il continente asiatico a partire dalla fine della seconda guerra mondiale. Tuttavia, “le forze armate statunitensi si stanno ritirando progressivamente dall’area del Pacifico Occidentale”, come ha sottolineato un importante ex comandante militare americano, mentre la Cina ha in programma di costruire una forza militare tecnologicamente avanzata entro il 2050.

“Il ritmo delle attività cinesi nelle acque che circondano il Giappone è aumentato. La Cina sta inoltre elaborando la capacità di operare in acque sempre più distanti dalle sue coste”, ha sottolineato Itsunori Onodera, ministro della Difesa giapponese.

La spesa per la difesa militare in Giappone ha visto una crescita pari all’1% nel corso dei cinque anni passati e si prevede un aumento simile anche per il quinquennio successivo. Il motivo risiede nella priorità data dal governo alle spese sanitarie e di welfare, a causa dell’elevato tasso di longevità del Paese.

“La finanza è il nostro punto debole ma la resilienza del nostro popolo è il nostro punto di forza. Se il Giappone riesce a resistere ancora per qualche anno, ci sono concrete possibilità che la minaccia cinese si allontani o si affievolisca”, ha affermato un consigliere del ministro della difesa.

Per contenere la minaccia cinese, il governo di Tokyo necessita di nuove munizioni in grado di colpire obiettivi a lunga distanza e una tecnologia militare più avanzata, come, ad esempio, droni o navi anfibie con cui monitorare le attività marittime cinesi.

Mentre il governo di Tokyo è impegnato a pianificare le prossime mosse militari, tuttavia, il governo di Pechino sta già testando la difesa giapponese. Nel mese di gennaio, per esempio, un sottomarino cinese è entrato nelle acque contigue alle isole Senkaku/Diayou contese tra i due Stati, provocando un’accesa protesta da parte dei giapponesi.

“La Cina può testare la prontezza e la risposta della difesa giapponese per sapere come rispondere in caso di attrito”, ha fatto notare Toshi Yoshihara, professore del Center for Strategic and Budgetary Assessments di Washington.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Alice Barberis

di Redazione

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