Cuba: Raúl Castro il più votato alle legislative

Pubblicato il 20 marzo 2018 alle 6:02 in America Latina Cuba

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La commissione elettorale nazionale della Repubblica di Cuba ha reso noti ieri 19 marzo i risultati del voto per l’Assemblea Nazionale del Potere Popolare, il parlamento monocamerale dell’isola, dello scorso 11 marzo.

Si è recato alle urne l’85,6% dei 7,4 milioni di cubani chiamati ad eleggere il parlamento che si insedierà ad aprile. Tutti i 605 candidati selezionati dalle assemblee comunali e provinciali elette nei mesi di novembre e gennaio scorsi sono stati eletti, avendo ciascuno di loro raggiunto il quorum della metà più uno dei voti espressi nel territorio di rappresentanza.

Alina Balseiro Gutiérrez, presidente della commissione elettorale, ha reso noto che i voti validi sono stati il 94,4%, il restante 5,6% erano schede bianche o nulle. La provincia dove si è registrata la maggiore affluenza è stata Mayabeque, con oltre il 90%, quella con l’affluenza minore è stata la capitale. A L’Avana si è recato alle urne il 79,4% degli aventi diritto.

Con il 98,77% di voti validi nel municipio Segundo Frente della provincia di Santiago de Cuba il candidato più votato delle legislative è stato il presidente dell’isola Raúl Castro. 

Il voto a Cuba si svolge in più tappe. Le assemblee municipali sono elette con voto diretto, queste eleggono poi una lista ristretta di candidati da sottoporre all’approvazione del corpo elettorale per costituire le assemblee provinciali, e infine un’ultima lista di 605 persone candidate all’Assemblea Nazionale. I residenti di ogni municipio possono approvare o respingere la candidatura. Nonostante al voto municipale fossero stati ammessi più candidati indipendenti rispetto al passato, il dominio del Partito Comunista di Cuba rimane incontrastato.

L’Assemblea Nazionale del Potere Popolare si riunirà nella seconda metà di aprile ed avrà il compito storico di eleggere il nuovo presidente dell’isola, Raúl Castro ha infatti deciso di lasciare il potere dopo 10 anni di mandato, 12 se si sommano i due anni in cui esercitò l’interim per conto del fratello Fidel. Per la prima volta dal 1959 il presidente sarà qualcuno che non ha preso parte alla rivoluzione che rovesciò il dittatore Fulgencio Batista, e secondo le indiscrezioni con ogni probabilità non sarà un membro della famiglia Castro.

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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