Arabia Saudita: Bin Salman in visita negli Stati Uniti

Pubblicato il 20 marzo 2018 alle 10:28 in Arabia Saudita USA e Canada

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Il principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, si è recato in visita di stato negli Stati Uniti, dove incontrerà il presidente americano, Donald Trump, per discutere questioni di interesse comune e i rapporti bilaterali tra i due Paesi. Si tratta della prima visita del principe saudita negli Stati Uniti in qualità di erede al trono.

Bin Salman, atterrato a Washington lunedì 19 marzo, incontrerà il presidente americano il giorno successivo, martedì 20 marzo. Nell’agenda del principe sono previsti anche riunioni con politici e uomini d’affari americani a New York, Los Angeles, Houston, Seattle e nella Silicon Valley. Tra le personalità che incontreranno il principe vi sono il CEO di Apple, Tim Cook, il fondatore di Microsoft, Bill Gates, e i direttori di Facebook, Uber e Google. L’obiettivo è quello di promuovere gli investimenti americani in Arabia Saudita per sviluppare un piano mirato a diversificare l’economia del Regno, basata per la maggior parte sullo sfruttamento delle risorse petrolifere, nel contesto della riforma economica Vision 2030.

La visita del principe ereditario è stata accolta anche da manifestazioni di protesta, che sono state programmate in numerose città americane, tra le quali Boston e Washington. Si tratta della seconda volta che bin Salman visita uno Stato occidentale tra le proteste popolari. Il 7 marzo, in occasione del viaggio del principe in Gran Bretagna, Londra è stata invasa da manifestazioni mirate a denunciare il “bombardamento illegale e crudele” in Yemen e il sostegno di Londra nei confronti del Regno saudita. Anche nel caso delle proteste americane, il principe ereditario è stato condannato per l’intervento saudita in Yemen.

L’Arabia Saudita è intervenuta direttamente nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, a capo della coalizione araba che supporta il presidente Rabbo Mansour Hadi, destituito dagli Houthi con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. La coalizione è accusata di aver più volte violato il diritto internazionale umanitario negli scontri contro i ribelli yemeniti. Il 5 ottobre 2017, il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, aveva inserito la coalizione all’interno della lista nera di colore che violano i diritti dei bambini nelle aree di conflitto. In particolare, la coalizione veniva accusata di aver ucciso e mutilato i bambini in Yemen e di aver distrutto edifici civili, quali scuole e ospedali. Oltre a ciò, il 6 novembre 2017, la coalizione aveva deciso di chiudere tutti gli accessi aerei, marittimi e di terra in Yemen, al fine di contrastare l’invio delle armi agli Houthi da parte dell’Iran. Tale misura aveva causato numerose difficoltà alle organizzazioni umanitarie, che non riuscivano a distribuire gli aiuti umanitari e medici all’interno del Paese.

Secondo quanto riferito dal quotidiano The New Arab, i primi giorni dell’erede al trono saudita negli Stati Uniti si concentreranno sulla discussione delle questioni regionali, come la guerra in Yemen, l’accordo sul nucleare iraniano e il progetto di pace israelo-palestinese che starebbe elaborando il governo americano, noto con il nome di “accordo del secolo”.

Durante la visita di bin Salman a Los Angeles, il principe saudita promuoverà gli investimenti nel cinema saudita, che è da poco stato sollevato da 35 anni di embargo. I cinema erano stati banditi in Arabia Saudita a partire dagli anni ’80, su pressione dei conservatori che disprezzavano la musica e i film. La decisione di eliminare il divieto sul cinema fa parte delle riforme sociali ed economiche promosse dalla Vision 2030.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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