Siria: Al-Assad visita il Ghouta

Pubblicato il 19 marzo 2018 alle 9:24 in Medio Oriente Siria

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Il presidente siriano, Bashar Al-Assad, si è recato in visita nel territorio del Ghouta orientale per congratularsi con le sue truppe per aver allontanato i ribelli dall’area e incontrare i civili che sono stati costretti ad abbandonare il territorio, a causa dell’assedio dei soldati siriani.

In un video, trasmesso dalla televisione di stato siriana, nel quale venivano mostrate immagini del presidente siriano in un’area non meglio precisata del Ghouta, Al-Assad si è congratulato con i soldati che combattono in prima linea nell’enclave “per i successi ottenuti e per aver posto fine alle sofferenze delle famiglie del Ghouta e per averle salvate dai terroristi che li stavano utilizzando come scudi umani”. In tale occasione, il presidente ha dichiarato: “Gli abitanti di Damasco sono più che grati e probabilmente, nei prossimi anni, racconteranno ai loro figli di come avete salvato la capitale” e ha aggiunto: “Ogni soldato, combattente o pilota che ha portato a termine la missione che gli era stata assegnata ha cambiato la mappa politica e gli equilibri mondiali in ogni villaggio o città che ha contribuito a liberare”.

Stando a quanto riferito dall’agenzia di stampa siriana SANA, durante la visita nel Ghouta orientale, il presidente siriano avrebbe altresì incontrato numerose famiglie che sarebbero state costrette ad abbandonare le loro case nel “territorio che i terroristi stanno ancora assediando” e avrebbe sottolineato che tutte le istituzioni del Stato starebbero lavorando per rispondere alle loro necessità. In questo senso, Al-Assad ha dichiarato: “Lo Stato è responsabile della protezione delle famiglie del Ghouta, di liberarle dalla morsa dei terroristi e di ristabilite la sicurezza e la stabilità per loro e per la regione”. Infine, analizzando i futuri passi da compiere per espellere i ribelli dal territorio, il presidente siriano ha sottolineato la necessità di continuare nella battaglia contro il terrorismo e, allo stesso tempo, di prestare la massima attenzione ai civili che si trovano ancora nell’enclave.

Il territorio del Ghouta, che costituisce una delle ultime roccaforti dell’opposizione siriana, era stato posto sotto assedio dalle forze governative nel dicembre 2012. Nell’ultimo mese, in particolare dal 18 febbraio, i soldati fedeli al presidente siriano hanno stretto ancora di più l’assedio sul territorio, impedendo agli abitanti di ricevere cibo e medicine. Inoltre, numerosi gruppi armati che controllano la zona hanno reso difficoltoso il lavoro delle organizzazioni umanitarie. Tutto ciò ha causato la morte di circa 1.401 civili, tra i quali 276 bambini e 174 donne, secondo quanto riferito dall’Osservatorio siriano per i diritti umani

Al momento, i soldati governativi controllano l’83% dell’enclave e la loro avanzata nel territorio ha causato lo sfollamento di 50 mila civili in sole 72 ore, tra venerdì 16 e domenica 18 marzo. Le truppe di Al-Assad hanno diviso il territorio in 3 zone e avrebbe avviato trattative segrete con i singoli gruppi di ribelli in ogni area, applicando il principio del “divide et impera”, secondo il quale il migliore espediente per controllare e governare un popolo sarebbe dividerlo, provocando rivalità e fomentando discordie, stando a quanto riferito dall’agenzia di stampa Reuters.

Nel frattempo, domenica 18 marzo, Wael Alwan, il portavoce del principale gruppo dei ribelli che si trovano nel Ghouta, Failaq Al-Rahman, ha annunciato di aver intrapreso le trattative con una delegazione delle Nazioni Unite per imporre il cessate-il-fuoco nell’area. Un precedente tentativo di ordinare una tregua nell’enclave era stato fatto il 24 febbraio, quando, in seguito all’escalation di violenza, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite aveva adottato una Risoluzione che imponeva il cessate-il-fuoco in tutto il territorio siriano per il periodo di 30 giorni. La tregua era stata violata il giorno successivo alla sua entrata in vigore, il 25 febbraio, a causa del perpetuarsi degli scontri tra le forze governative e i ribelli siriani.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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