Costa d’Avorio: opposizione indice manifestazione pacifica

Pubblicato il 19 marzo 2018 alle 10:32 in Africa Costa d'Avorio

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Gli attivisti dell’opposizione politica della Costa d’Avorio hanno indetto una manifestazione democratica, giovedì 22 marzo, in vista delle elezioni del Senato, che si terranno 24 marzo, e quelle municipali e regionali, previste entro la fine dell’anno.

La richiesta è stata presentata sabato 17 marzo, in un momento in cui il Paese africano si sta già preparando alle prossime elezioni presidenziali del 2020. Ad avviso del leader del Fronte Popolare Ivoriano (FPI), Abdoudramane Sangare, la commissione elettorale dovrebbe essere riorganizzata, in quanto è accusata di avere pregiudizi politici e di non gestire in modo corretto le votazioni. Di conseguenza, lo scopo della manifestazione è quello di invitare il potere a sedersi e discutere, al fine di avere elezioni giuste e trasparenti.

L’FPI è diviso in due correnti: una legittimista, fedele al fondatore ed ex presidente Laurent Gbagbo, attualmente processato dal Tribunale penale internazionale dell’Aia; l’altro corrente è riformista, guidata dal leader Pascal Affi N’Guessan.

Il leader della coalizione di opposizione Together for Dermocracy and Sovreignty (EDS), Georges Armand Puegnin, ha riferito che il governo dovrebbe dialogare, in quanto è necessario che tutto venga fatto con il massimo consenso per evitare nuovi conflitti.

La Costa d’Avorio, Paese dell’africa occidentale, è stato protagonista di una guerra civile durata più di 10 anni, in cui sono morte circa 3.000 persone. Il conflitto scoppiò il 19 settembre 2002, in seguito ad un fallito attentato per spodestare l’ex presidente, Laurent Gbagbo, in carica dal 26 ottobre 2000. Gli scontri hanno portato la Costa d’Avorio a dividersi tra ribelli e alleati del governo. Da allora persistono fratture profonde, soprattutto all’interno dell’esercito che è composto da ex ribelli e combattenti lealisti. Gbagbo è stato costretto ad abbandonare il potere, dopo essersi rifiutato di accettare la vittoria del presidente Alassane Ouattara alle elezioni presidenziali del novembre 2010. Tali elezioni sono state seguite dalla seconda guerra civile ivoriana, conclusasi nell’aprile 2011 e combattuta tra le forze leali a Gagbo e i sostenitori di Ouattara. Secondo le organizzazioni internazionali, durante i quattro mesi di scontri, sono state commesse violazioni dei diritti umani da entrambe le parti. L’11 aprile 2011, Gagbo è stato preso in custodia, ed è stato accusato di aver sollevato l’ondata di violenze successive all’elezione di Ouattara.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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