Siria: forze turche e alleati siriani entrano ad Afrin

Pubblicato il 18 marzo 2018 alle 12:59 in Siria Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Le forze turche, insieme ai ribelli siriani alleati, hanno fatto irruzione ad Afrin, prendendo il controllo della città siriana nordoccidentale dopo la ritirata delle Unità di Protezione Popolare curde.

Domenica 18 marzo, in occasione di un raduno celebrativo del 103esimo anniversario della campagna militare di Gallipoli, intrapresa dagli Alleati nella penisola turca di Gallipoli durante la Prima Guerra Mondiale, il presidente turco, Recep Erdogan, ha preso la parola per commentare l’attuale offensiva di Ankara in Siria. Il leader turco ha affermato che il centro della città di Afrin è caduto nelle mani delle truppe a lui fedeli verso le 8.30 del mattino di domenica. Sono immediatamente state innalzate sia la bandiera della Turchia sia quella dell’Esercito Siriano Libero (FSA, dall’inglese Free Syrian Army). Il presidente ha aggiunto che “la maggior parte dei terroristi sono già fuggiti con la coda tra le gambe”, e che le forze speciali turche, di concerto con i membri dell’Esercito Siriano Libero, stanno sgomberando le trappole e i residui lasciati sul campo di battaglia dai curdi. “Nel centro di Afrin”, ha concluso Erdogan, “sventolano adesso simboli di fiducia e stabilità, e non più gli stracci dei terroristi”. Il discorso di Erdogan non è stato ancora commentato dalle forze curde.

Il portavoce del movimento di ribelli siriani, Mohammad al-Hamadeen, ha affermato che le forze turche e siriane sono entrate ad Afrin con le prime luci dell’alba, e hanno sfondato le linee nemiche da tre fronti – dal versante settentrionale, orientale e occidentale – senza incontrare resistenza. Egli ha aggiunto che forse entro la fine della giornata Afrin sarà stata interamente soggiogata, in quanto la cittadina è già quasi vuota, e le milizie curde sono fuggite. Tuttavia, una fonte presente sul campo di battaglia ha affermato che gli scontri continuano in alcune zone più periferiche della città di Afrin. L’Osservatorio siriano per i Diritti Umani, la fonte di monitoraggio sulla situazione siriana con base a Londra, ha confermato la notizia, rendendo noto che i combattenti turchi e i ribelli siriani a loro alleati controllano già all’incirca metà della città di Afrin, ma che i combattimenti, nella tarda mattinata di domenica, continuano in alcune zone della città. L’Osservatorio siriano ha inoltre comunicato che, nonostante il recente esodo di oltre 150mila civili per via dell’offensiva turca nella regione, ancora sono in migliaia i civili rimasti nella città.

L’esercito turco ha rilasciato un comunicato in cui avverte che le truppe di Ankara stanno perlustrando le strade della città per individuare e disinnescare mine ed ordigni esplosivi improvvisati lasciati nel luogo dalle Unità di Protezione Popolare curde (YPG) in fuga. Inoltre, l’esercito ha pubblicato un video filmato nel centro della città, mostrando un camion parcheggiato sotto a un balcone sul quale svettava la bandiera nazionale turca e un logo dei ribelli dell’Esercito Siriano Libero (FSA).

L’operazione Ramo d’Olivo era stata lanciata il 20 gennaio in collaborazione con l’Esercito Siriano Libero, composto dai disertori dell’esercito nazionale siriano. L’assalto dell’area mira a liberare il distretto dai terroristi e a creare una zona cuscinetto dell’estensione di 30 km nel territorio di confine. La campagna è condotta contro le Unità di Protezione Popolare (YPG), le forze curde che si trovano nel nord della Siria e che sono considerate da Ankara parte del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), un partito politico e para-militare curdo ritenuto illegale dalla Turchia.

La città di Afrin è la principale roccaforte curda dell’omonimo distretto, ed è rimasta sotto il controllo dei curdi siriani dal 2012, a un anno di distanza dallo scoppio della guerra civile siriana, il 15 marzo 2011. Si tratta di uno dei tre cantoni curdi presenti nella Siria settentrionale, al confine con la Turchia, e per questo causa motivo di preoccupazione al governo di Ankara, che teme insurrezioni analoghe della controparte curda residente entro la sua frontiera.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.