USA: Trump firma regolamento per favorire rapporti con Taiwan

Pubblicato il 17 marzo 2018 alle 11:46 in Taiwan USA e Canada

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Il presidente statunitense, Donald Trump, venerdì 16 marzo, ha approvato un regolamento che permette agli Stati Uniti di inviare funzionari di alto livello a Taiwan per incontrare la loro controparte e viceversa, scatenando le ire della Cina, che considera l’isola parte del suo territorio nazionale.

Il regolamento era stato approvato dal Congresso il mese passato e afferma che dovrebbe essere una politica statunitense permettere visite ad ogni livello. I funzionari taiwanesi di alto livello dovrebbero poter entrare negli Stati Uniti “in condizioni rispettose” per incontrare la loro controparte, mentre i rappresentanti economici e culturali di Taiwan dovrebbero essere incoraggiati a fare affari negli Stati Uniti.

Il documento approvato da Trump non è vincolante ed entrerà in vigore dalla mattina di sabato 17 marzo. La decisione fa seguito all’impegno congiunto fra i due Paesi per quanto riguarda il commercio, dopo che Trump ha imposto una serie di tariffe e ha chiesto a Pechino di ridurre il grande squilibrio commerciale con Washington, nonostante gli Stati Uniti si siano affidati alla Cina per risolvere le tensioni con la Corea del Nord.

Venerdì 16 marzo, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Lu Kang, ha sottolineato che Pechino si è opposta al nuovo regolamento e ha fatto pressioni su Washington per far sì che venga rispettato il principio di “una sola Cina”, che prevede il riconoscimento di Taiwan come parte della Repubblica Popolare Cinese e la conseguente interruzione di scambi ufficiali con Taipei.

In seguito all’approvazione del nuovo regolamento, l’ambasciata cinese ha spiegato che alcune clausole del documento “violano le fondamenta politiche della relazione fra Cina e Stati Uniti. La Cina è fortemente insoddisfatta e si oppone fermamente alla decisione. Washington dovrebbe fermare la ricerca di qualsiasi contatto ufficiale e qualsiasi tentativo di migliorare l’attuale relazione con Taiwan”.

Da parte sua, il Ministero degli Esteri dell’isola asiatica ha ringraziato l’amministrazione Trump per la sua “mossa amichevole”, affermando che il governo continuerà ad approfondire la cooperazione e la partnership con gli Stati Uniti su tutti i livelli.

Douglas Paal, che dal 2002 al 2006 aveva ricoperto la carica di ambasciatore statunitense presso Taiwan, ha spiegato che il regolamento non cambia nulla, poiché non è vincolante. Le amministrazioni statunitensi hanno già l’autorità per consentire visite da parte di funzionari taiwanesi e per permettere a ufficiali e leader militari statunitensi di visitare l’isola ma, secondo Paal, questi viaggi non vengono autorizzati perché le conseguenze negative nella relazione con la Cina sarebbero maggiori rispetto ai benefici nella relazione con Taiwan.

L’ostilità di Pechino contro Taipei è aumentata dal 2016, quando è stata eletta la nuova presidentessa del Paese, Tsai Ing-wen, del Partito Progressista Democratico. La Cina sospetta che Tsai stia facendo pressioni per ottenere l’indipendenza formale dell’isola, nonostante la leader abbia spiegato che vuole mantenere lo status quo e la pace fra i Paesi. Lo status quo è rappresentato dal principio “una sola Cina”, secondo il quale Taiwan è parte integrante della Cina ed esiste un solo governo legittimo per tutto il Paese. Ciò che viene interpretato diversamente tra Pechino e Taipei è quale, tra i loro due governi, sia quello legittimo.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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