Iran: appello al dialogo tra fazioni yemenite

Pubblicato il 17 marzo 2018 alle 18:02 in Iran Yemen

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Un membro delle forze di sicurezza iraniane ha lanciato un appello al dialogo tra le fazioni rivali in Yemen affinché pongano fine ai conflitti nella regione.

Sabato 17 marzo, l’emittente nazionale iraniana ha riportato le parole pronunciate da Ali Shamkhani, il segretario del Supremo Consiglio per la Sicurezza Nazionale della Repubblica islamica dell’Iran, durante un incontro con il ministro degli Esteri dell’Oman, Yusuf bin Alawi, a Teheran. Shamkhani ha affermato che la prospettiva condivisa da Iran e Oman circa la crisi vigente in Yemen concorda sul fatto che la guerra deve concludersi velocemente tramite l’annuncio di un cessate-il-fuoco, la conclusione dell’assedio, l’invio di aiuti e convogli umanitari e l’inizio di un dialogo tra le parti in causa in Yemen riguardo allo sviluppo di nuove strutture politiche basate sul consenso, sul voto e sulle volontà della popolazione yemenita.

L’Arabia Saudita, come anche i suoi avversari tra le fila del movimento armato degli Houthi, starebbe portando avanti trattative segrete per tentare di porre fine al conflitto civile scoppiato tre anni fa, il 19 marzo 2015, il quale ha scatenato una grave crisi umanitaria. A riferire dei negoziati segreti sono stati alcuni diplomatici e fonti politiche del Paese.

Una coalizione araba a guida saudita sta lottando per contrastare l’influenza del principale rivale dell’Arabia Saudita, ossia l’Iran, alleato degli Houthi, i quali sostengono di non aver ricevuto alcun aiuto da Teheran e affermano di combattere una rivoluzione contro i politici corrotti e i poteri del Golfo che sono ormai alla mercé delle potenze occidentali.

In un’occasione differente, Shamkhani ha affermato che il programma missilistico iraniano non è per sua natura negoziabile, e che Teheran risponderà a qualunque azione americana venga portata avanti ai danni dell’attuale Joint Comprehensive Plan of Action Joint Commission (JCPOA), il trattato sul nucleare stipulato il 14 luglio 2015 tra l’Iran e le principali potenze occidentali, ovvero i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu: USA, Inghilterra, Francia, Russia, Cina, con l’aggiunta della Germania. In base a suddetto accordo, l’Iran ha acconsentito a mettere un freno al proprio programma nucleare in cambio della sospensione delle sanzioni gravanti a suo carico e imposte dalla comunità internazionale. Venerdì 16 marzo, l’agenzia di stampa Reuters ha riferito che Gran Bretagna, Francia e Germania hanno proposto di aggiungere nuove sanzioni europee all’Iran a causa del suo programma di missili balistici e del suo ruolo principale nella guerra civile siriana, iniziata il 15 marzo 2011, con lo scopo di persuadere Washington a preservare il suo beneplacito al trattato. Infatti, Trump dal mese di gennaio ha ripetutamente affermato che il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA) nuoce agli interessi americani e dovrebbe essere o modificato o abrogato se la comunità internazionale vuole che gli Stati Uniti non recedano dal patto. I Paesi firmatari dell’accordo nucleare con l’Iran hanno presenziato a una nuova serie di incontri nella giornata di venerdì 16 marzo, con l’obiettivo di concordare la messa in vigore dello stesso, a fronte dell’ultimatum del presidente americano, Donald Trump.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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