Cambogia: esercitazioni militari congiunte con la Cina

Pubblicato il 17 marzo 2018 alle 16:07 in Cambogia Cina

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La Cambogia e la Cina hanno condotto alcune esercitazioni militari congiunte volte all’addestramento antiterroristico e alle operazioni di salvataggio; ciò evidenzia il rinnovato legame della Cambogia con Pechino e il crescente distacco dagli Stati Uniti.

Sabato 17 marzo, il maggior generale Zhang Jian, comandante del Commando “Southern Theatre” dell’Esercito popolare di liberazione cinese, ha dato il via alle esercitazioni militari soprannominate Dragon Gold 2018 insieme a Pol Saroeun, comandante in capo dell’esercito cambogiano, a ovest della capitale della Cambogia, Phnom Penh. Pol Saroeun ha affermato che l’esercitazione, la quale coinvolge 280 membri delle forze armate cambogiane e 216 soldati cinesi, è volta a celebrare il sessantesimo anniversario di avviamento delle relazioni diplomatiche bilaterali tra Pechino e Phnom Penh, e con esso rafforzare la relazione di fiducia politica reciproca che per tradizione scorre tra i due Paesi.

Saroeun ha altresì reso noto che la Cambodia ha beneficiato grazie alla Cina di importanti investimenti esteri e di introiti guadagnati da un maggiore afflusso di turisti stranieri nella regione. Stando a quanto ha riferito in prima persona, “l’ingente supporto ricevuto nello spirito, nell’equipaggiamento, e nel settore finanziario dalla Cina, Paese grandemente amico della Cambogia, ha permesso a quest’ultima di effettuare un rapido progresso”. La Cina è il maggiore investitore della Cambogia, e ha allocato miliardi di dollari nel settore delle infrastrutture per permettere la realizzazione dei progetti proposti dal governo del Paese.

Le esercitazioni della giornata di sabato 17 marzo avvengono a qualche mese di distanza dalle elezioni generali, fissate per il prossimo mese di luglio 2018. Il primo ministro cambogiano, Hun Sen, grazie anche al sostegno della Cina, è il favorito in lizza, in particolare in seguito alla dissoluzione, per volere del governo, del principale partito di opposizione politica del Paese, il Cambodia National Rescue Party (CNRP), il quale è stato sciolto dalla Corte Suprema nello scorso mese di novembre 2017.

La Cina ha avviato il primo episodio di esercitazioni congiunte con la Cambogia nel 2016; in tale occasione si trattava di esercizi navali. I legami intrattenuti dalla Cambogia con gli Stati Uniti, per contro, appaiono più fragili e tesi, in quanto Phnom Penh nel 2017 ha sospeso ogni esercitazione militare congiunta in programma con Washington per un lasso di tempo indefinito, adducendo la giustificazione che il Paese è al momento troppo indaffarato per via dei preparativi per le elezioni di luglio.

Lo scioglimento dell’opposizione ha inimicato il governo di Hun Sen tanto agli Stati Uniti quanto all’Unione Europea; entrambi i blocchi hanno a più riprese condannato l’epurazione condotta dal leader della Cambogia. Quanto a Hun Sen, egli ha accusato gli Stati Uniti di sostenere il Cambodian People’s Party (CPP) e di aiutarlo a organizzare una rivoluzione per rovesciare il governo cambogiano. Washington, da parte sua, ha respinto ogni accusa che vede gli americani alleati di un presunto complotto tramato dall’opposizione, guidata da Kem Sokha, contro il potere costituito. Sokha allo stato attuale è indagato per tradimento, e sostiene che tale tentativo di incriminazione ai suoi danni sia stato architettato da Hun Sen per escluderlo dalle elezioni.

Hun Sen rammenta spesso ai suoi connazionali l’episodio dei devastanti bombardamenti americani iniziati nel Paese nel marzo del 1969 per volontà dell’allora presidente Nixon, come anche il golpe del generale Lon Nol, avvenuto il 9 ottobre 1970 con l’appoggio degli Stati Uniti. Lon Nol abolì l’istituzione monarchica e la sostituì con una forma di governo centralizzato che battezzò Repubblica Khmer. A poca distanza dal colpo di Stato, le truppe americane invasero il Vietnam e la guerra si propagò in tutta la regione, fino alla presa di potere dei Khmer rossi – i seguaci del Partito Comunista cambogiano di Kampuchea – nel 1975. I Khmer rossi successivamente orchestrarono il genocidio cambogiano, ossia un processo di epurazione civile a cui il Paese assistette tra il 31 dicembre 1977 e il 6 gennaio 1979, e di cui si stima le vittime ammontino a una fascia compresa tra gli 800mila e i 3milioni 300 mila morti.

Nonostante i tentativi di Hun Sen di mettere in cattiva luce lo Stato nordamericano, l’opinione pubblica cambogiana resta ad ogni modo tendenzialmente favorevole nei confronti degli Stati Uniti. Un sondaggio condotto nel 2016 ha mostrato che l’85% dei cittadini cambogiani nutre sentimenti positivi in merito all’impatto che gli Stati Uniti hanno sulla regione.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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