Arabia Saudita: secondo importatore di armi al mondo

Pubblicato il 17 marzo 2018 alle 6:03 in Arabia Saudita Medio Oriente

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Negli ultimi 5 anni, il Medio Oriente e l’Asia sono diventati i principali importatori di armi a livello globale, secondo quanto riferito da uno studio dello Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI), che monitora il volume d’affari del traffico di armi nel breve periodo.

Stando ai dati riportati dal documento, pubblicato lunedì 12 marzo, nel periodo compreso tra il 2013 e il 2017, le importazioni di armi in Medio Oriente sarebbero più che raddoppiate, salendo del 103% rispetto al quinquennio precedente. In Medio Oriente giungerebbero, dunque, il 32% delle armi esportate a livello globale. La motivazione principale sarebbero le guerre e le tensioni insorte nella regione.

In questo contesto, l’Arabia Saudita si colloca al secondo posto per il volume di importazioni di armi, subito dopo l’India. Nel quinquennio analizzato dal report, le importazioni di armi nel Paese mediorientale sono aumentate del 225% rispetto al periodo compreso tra il 2008 e il 2012. Al momento, l’Arabia Saudita è impegnata nel conflitto in Yemen, dove combatte contro gli Houthi. Riad è entrata nella guerra civile yemenita a capo della coalizione araba, che comprende anche Bahrein, Egitto, Kuwait, Sudan ed Emirati Arabi Uniti, il 26 marzo 2015, a fianco del presidente Rabbo Mansour Hadi, destituito dai ribelli con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. In questo contesto, un ricercatore del SIPRI, Pieter Wezeman, ha dichiarato che “al momento, USA ed Europa rimangono i principali esportatori di armi nella regione e hanno fornito il 98% delle armi importate dall’Arabia Saudita”.

I principali Paesi che esportano le armi in Arabia Saudita sono gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, i cui volumi di esportazioni verso il Paese mediorientale si aggirano rispettivamente intorno al 61% e al 23%. In questo contesto, venerdì 9 marzo, in occasione della visita di stato del principe saudita Mohammed bin Salman in gran Bretagna, Londra e Riad hanno firmato un contratto preliminare del valore di miliardi di sterline, per la vendita di 48 jet da combattimento Eurofighter Typhoon, secondo quanto riferito dalla multinazionale britannica BAE Systems. L’accordo ha causato la protesta delle organizzazioni umanitarie, in particolare Save the Children, che hanno manifestato contro tale decisione per “attirare l’attenzione sulla violenza che, in parte, viene alimentata dalle bombe prodotte dalla Gran Bretagna”.

Oltre all’Arabia Saudita, le importazioni di armi sono aumentate anche in Egitto, che, tra il 2008 e il 2012, si era collocato al terzo posto della classifica. Tra il 2013 e il 2017 le importazioni del Cairo nel settore sono aumentate del 215% rispetto al quinquennio precedente.

L’Asia è al primo posto per l’importazione di armi e, tra il 2013 e il 2017, la regione ha ricevuto il 42% della quantità totale di armi esportate. Nel territorio, l’India si colloca al primo posto tra i Paesi importatori di armi, di cui il principale fornitore è la Russia, che contribuisce al 62% delle sue importazioni. Negli ultimi 5 anni, gli Stati Uniti, principale esportatori di armi a livello internazionale, hanno aumentato di sei volte il volume delle esportazioni in India. In merito al primato dell’India, un ricercatore del SIPRI ha dichiarato: “Le tensioni tra India, da un lato, e Pakistan e Cina, dall’altro, stanno alimentando la domanda crescente di armi, che il Paese non è in grado di produrre da solo” e ha aggiunto: “La Cina, al contrario, sta diventando sempre più capace di produrre le armi e continua a rafforzare le relazioni con il Pakistan, il Bangladesh e il Myanmar attraverso il rifornimento di armi”. Pechino, il cui volume di esportazioni di armi è cresciuto del 38% negli ultimi 5 anni, è il principale fornitore del Myanmar, a cui fornisce il 68% delle armi importate. La Cina contribuisce anche alle importazioni di armi in Bangladesh per il 71% e in Pakistan per il 70%.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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