NATO: membri europei hanno aumentato la spesa per la difesa

Pubblicato il 16 marzo 2018 alle 6:01 in Europa NATO

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I membri europei della NATO hanno aumentato la spesa per la difesa per il terzo anno consecutivo nel 2017, senza tuttavia riuscire a dedicarvi il 2% del proprio PIL, come richiesto dal presidente americano, Donald Trump. Secondo quanto emerge dal report annuale dell’alleanza atlantica, soltanto Grecia, Estonia, Polonia e Gran Bretagna sono riuscite a raggiungere tale soglia nel 2017, esattamente come nel 2016. Tuttavia, alcuni ufficiali della NATO hanno assicurato che nel 2018 si aggiungeranno anche Lituania, Lettonia e Romania.

Come spiega Reuters, l’annessione della Crimea alla Russia nel marzo 2014 e la diffusione della minaccia islamista hanno spinto i governi europei a concentrarsi maggiormente sulla sicurezza interna, aumentando la spesa per la propria difesa. Nel 2017, la spesa per la difesa europea è aumentata del 4,07%, raggiungendo 10.8 miliardi di dollari in più del 2016. Complessivamente, i membri europei della NATO più il Canada hanno dedicato l’1,45% della loro produzione economica per la difesa, mentre gli USA il 3,57%. Dopo i tagli effettuati in seguito alla fine della Guerra Fredda, adesso, il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha dichiarato che l’aumento nella spesa per la difesa costituisce una grande modernizzazione e un cambiamento significativo, volto a limitare le mire della Russia.

Il 7 marzo, il presidente del Comitato Militare della NATO, il generale Petr Pavel dell’esercito della Repubblica Ceca, ha affermato che vorrebbe rilanciare le attività del NATO-Russia Council per cercare di gestire e risolvere le questioni in sospeso tra le due entità. Tuttavia, a suo avviso, la Russia dovrà dimostrare attraverso le azioni, e non solo a parole, di essere pronta e favorevole a tale sviluppo.

I rapporti tra Mosca e l’alleanza atlantica sono peggiorati nel febbraio 2014, data dello scoppio del conflitto russo-ucraino, nell’ambito del quale la NATO si è schierata in favore della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina, condannando l’annessione della Crimea da parte della Russia. Nel corso del tempo sono nati nuovi motivi di scontro. Uno di questi è il supporto di Mosca ai separatisti ucraini. Dall’inizio della guerra dell’Ucraina orientale nell’aprile 2014, i Paesi occidentali hanno accusato il Cremlino di supportare i separatisti ucraini filo-russi, fornendo loro armi ed equipaggiamento militare, alimentando così gli scontri e l’instabilità della regione. Dall’altra parte, la Russia non ha mai ammesso il proprio coinvolgimento diretto negli scontri, dichiarando che i russi che stanno combattendo con i separatisti sono soltanto dei “volontari”. 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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