UE sblocca secondo fondo di 3 miliardi di euro per rifugiati siriani in Turchia

Pubblicato il 15 marzo 2018 alle 10:34 in Immigrazione Turchia

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L’Unione Europea ha sbloccato il secondo fondo del valore di 3 miliardi di euro destinati alla Turchia per la gestione dei rifugiati siriani. 

Le tranche, la prima delle quali era stata erogata nel marzo 2016, sono previste dall’accordo sull’immigrazione firmato dall’UE e dalla Turchia, il 18 marzo 2016, il cui obiettivo era quello di bloccare i flussi migratori diretti in Europa, per limitare il traffico di esseri umani in favore dell’immigrazione legale e per diminuire la mortalità nella tratta del Mar Egeo durante le traversate. Ne è conseguita la chiusura della rotta balcanica. In cambio, l’Unione Europea aveva donato un fondo iniziarle di 3 miliardi di euro per sostenere la Turchia nella gestione dei rifugiati siriani. Tuttavia, il 14 febbraio 2017, Amnesty International ha pubblicato un reclamo, in cui ha denunciato che migliaia di rifugiati, destinati a essere rimandati in Turchia, sono stati lasciati in un limbo nelle isole greche, vivendo in condizioni di grave disagio. Gauri Gulik, vice-direttore di Amnesty International per l’Europa, ha definito l’accordo sull’immigrazione firmato con Ankara “un disastro”. 

Mercoledì 14 marzo, il commissario per l’immigrazione dell’UE, Dimitris Avrampoulos, ha annunciato che la Commissione aveva concordato l’erogazione del secondo fondo di 3 miliardi di euro. “Ha senso che seguiamo la stessa divisione di due anni fa, con l’UE che mobilita 1 milione di euro, mentre gi Stati membri ne mettono a disposizione 2”, ha spiegato il commissario. In base al patto, tutti i migranti irregolari, giunti in Grecia successivamente al 20 marzo 2016, devono essere rimandati in Turchia, dove, in base al principio del non-respingimento, vengono e protetti secondo gli standard previsti dal diritto internazionale.

Oltre a fornire miliardi di fondi in cambio, l’UE ha accordato altre concessioni alla Turchia, come l’accelerazione dei piani per il rilascio dei visti per i cittadini turchi e il rilancio dei negoziati per la sua adesione al blocco, che attualmente sono in fase di stallo a causa delle accuse mosse da Bruxelles contro Ankara in merito a gravi violazioni dei diritti umani a seguito di un colpo di stato fallito del 15 luglio 2016.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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