Italia: lettone arrestato per terrorismo a Viterbo

Pubblicato il 15 marzo 2018 alle 12:39 in Europa Italia

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La polizia italiana ha arrestato un uomo per terrorismo, dietro segnalazione dell’FBI, l’ente investigativo della polizia federale degli Stati Uniti.

L’arresto, reso noto nella mattinata di giovedì 15 marzo dopo che il G.I.P. ne ha convalidato l’arresto, sarebbe avvenuto mercoledì 14 marzo nella città di Viterbo. L’uomo, un cittadino italiano di 24 anni di origini lettoni, sarebbe accusato di possesso di materiale utile al confezionamento di ordigni esplosivi. Durante un’incursione nell’abitazione del sospettato, le forze dell’Antiterrorismo avrebbero trovato materiale che poteva essere utilizzato per realizzare esplosivi, tra cui un cilindro di cartone che conteneva una polvere non meglio identificata, al quale erano state incollate numerose monete di piccole dimensioni. Nell’appartamento sono stati rinvenuti anche un fucile, due pistole ad aria compressa e armi usate nel combattimento corpo a corpo, come i tirapugni, oltre ad apparecchiature informatiche.

L’uomo sarebbe stato segnalato alle autorità italiane dall’FBI, dopo che, utilizzando i social media, aveva pubblicato post nei quali esprimeva ammirazione per Sayfullo Habibullaevic Saipov, il cittadino uzbeko di 29 anni, che il 31 ottobre 2017 aveva condotto un attentato a New York, causando la morte di 8 persone e il ferimento di altre 11. Dopo aver ricevuto la segnalazione, il Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Esterno della DCPP/UCIGOS avrebbe quindi immediatamente individuato l’autore del post, che non era mai stato segnalato alle autorità di competenza prima d’ora. L’uomo sarebbe stato sottoposto ad accertamenti informativi e a strettissimo monitoraggio da parte della Digos di Viterbo, prima di essere arrestato.

Il 31 ottobre 2017, intorno alle 15:04 locali, Saipov, alla guida di un furgone bianco, si era schiantato lungo una pista ciclabile, molto affollata, nel quartiere Lower Manhattan di New York, nei pressi di West Street, a pochi isolati dal memoriale dell’11 settembre. Secondo quanto riferito da alcuni testimoni oculari, dopo il secondo schianto, l’uomo aveva sparato almeno 15 proiettili contro la folla. Saipov era stato ferito dal fuoco della polizia, che lo aveva portato in ospedale, dove era poi stato interrogato dall’FBI.

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Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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