Afghanistan: gli USA vogliono aumentare la difesa di Kabul

Pubblicato il 15 marzo 2018 alle 12:11 in Afghanistan USA e Canada

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Gli Stati Uniti vogliono aumentare la difesa di Kabul per contrastare gli attacchi dei talebani.  

Il generale americano John Nicholson, il comandante di più alto grado in Afghanistan, ha spiegato che gli USA stanno concentrando i loro maggiori sforzi nella capitale afghana, in quanto vogliono proteggere i suoi abitanti e gli ufficiali della comunità internazionale che si trovano là. Oltre ai continui attentati da parte dei militanti afghani, Kabul è teatro di offensive della Khorasan Province, la branca dell’ISIS attiva nella regione dal 2015. L’ultimo attacco nella capitale è avvenuto il 9 marzo, quando un attentatore suicida si è fatto esplodere nel distretto 6 della città, durante la commemorazione dell’anniversario della morte di Abdul Ali Mazari, il leader dell’Islamic Unity Party, che era stato assassinato dai talebani il 12 marzo 1995. L’attentato, che ha causato la morte di 7 persone e il ferimento di altre 15, è stato rivendicato dallo Stato Islamico attraverso la sua agenzia di stampa, Amaq.

Secondo quanto riportato da Reuters, i commenti del generale americano sottolineano che gli USA temono che i talebani possano compiere nuovi attacchi ancora più violenti contro la capitale, al fine di indebolire il governo afghano. Le dichiarazioni di Nicholson sono state rilasciate a un giorno di distanza dall’incontro tra il segretario della Difesa americano, James Mattis, e il presidente afghano, Ashraf Ghani, a Kabul. Nell’occasione, Mattis ha riferito che gli USA stanno valutando la proposta di dialogo avanzata dai talebani ma, allo stesso tempo, si stanno preparando per continuare a fronteggiare il conflitto, ormai in corso da quasi 17 anni.  

Il 26 febbraio, i talebani hanno diffuso una lettera in cui hanno dichiarato altresì di essere pronti al dialogo, suggerendo agli ufficiali statunitensi di colloquiare direttamente con il Political Office of Islamic Emirate in Qatar. Due giorni dopo, il presidente afghano si è detto disposto a colloquiare con i combattenti, invitandoli a negoziare una tregua per porre fine all’instabilità del Paese. Tuttavia, i talebani non sembrano aver accolto positivamente la proposta di Ghani, la quale prevederebbe l’istituzione di un cessate il fuoco, il rilascio dei prigionieri talebani, l’organizzazione di nuove elezioni che includano i militanti e che prevedano ad una revisione costituzionale. 

Nicholson ha spiegato che la popolazione di Kabul è aumentata molto rispetto al 2011. In quell’anno si contavano 500.000 abitanti, mentre oggi ne sono state stimate almeno 5 milioni. Dal momento che tale crescita comporta serie difficoltà alle autorità afghane per attuare maggiori misure di sicurezza, l’intelligence americana stanno aiutando il governo di Kabul a produrre nuove mappe della città per posizionare in maniera più efficace i soldati e la polizia. Già lo scorso 18 settembre, gli Stati Uniti avevano annunciato che i confini della Green Zone di Kabul sarebbero stati allargati per includere al loro interno la base militare americana conosciuta con il nome Kabul City Compound, ex quartier generale delle American Special Operations nella capitale afghana. La Green Zone è il distretto della città che è sotto il controllo delle forze di sicurezza americane, distante circa 100 miglia dalla base militare e collegato ad essa da una serie di chek-point della polizia. L’allargamento dei confini della Green Zone fa parte di un progetto pubblico, che verrà messo in atto nel corso dei prossimi due anni, per includere tutti gli edifici delle ambasciate occidentali al suo interno, insieme ai principali ministeri governativi afghani e ai quartier generali della NATO e degli USA. Tali cambiamenti permetteranno agli americani e alle forze della NATO di rimanere al sicuro a Kabul per più tempo, senza rischiare i continui attacchi dei talebani e degli altri gruppi di militanti. 

Queste decisioni sono state prese in linea con la nuova strategia americana in Afghanistan e nella regione, annunciata dal presidente Donald Trump il 21 agosto 2017, con l’obiettivo di eliminare la minaccia terroristica per ristabilire il paese e porre fine al conflitto.  

Gli Stati Uniti hanno un interesse vitale nell’Afghanistan. Dall’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001, l’obiettivo principale delle amministrazioni americane è stato sempre quello di prevenire un secondo attacco simile. Su ordine dell’allora presidente George W. Bush, gli USA invasero il Paese asiatico nel 2001 per eliminare i talebani e fornire supporto al governo locale, al fine di rafforzare l’autorità governativa. Quasi anni di invasione e più di 100 miliardi di dollari spesi sono riusciti ad evitare un secondo attacco simile a quello delle Torri Gemelle, senza tuttavia essere riusciti a risolvere l’instabilità del Paese.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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