Caso Skripal’: Regno Unito espelle 23 diplomatici russi

Pubblicato il 14 marzo 2018 alle 16:07 in Russia UK

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Il Regno Unito ha ordinato l’espulsione di 23 diplomatici russi legati, secondo il governo di Theresa May, all’avvelenamento della ex spia russa Sergej Skripal’ e della figlia Julija. I 23 dovranno lasciare la Gran Bretagna entro la prossima settimana.

Parlando alla stampa Theresa May ha affermato che l’espulsione è in linea con le Convenzioni di Ginevra sulle relazioni diplomatiche e consolari. La premier britannica ha ricordato anche che per la morte di Litvinenko (2006) il governo dell’epoca aveva espulso 4 diplomatici.

L’espulsione di 23 diplomatici è la più grande della storia del Regno Unito e “riflette il fatto che questa non è la prima volta che lo stato russo compie un’azione contro il nostro paese” – ha affermato il capo del governo britannico.

Theresa May ha inoltre confermato che le relazioni diplomatiche ad alto livello sono sospese e che nessun membro della famiglia reale inglese assisterà ai mondiali di calcio in Russia. Mosca in una nota ha definito “inaccettabile” la decisione del governo britannico e il ministero degli esteri russo ha affermato che Londra “cerca lo scontro”.

Il governo britannico, martedì scorso era giunto alla conclusione che è “altamente probabile” che ci siano i servizi segreti russi dietro l’avvelenamento della ex spia russa Sergej Skripal’ e della figlia Julija nella città inglese di Salisbury.

Intervenendo dinanzi alla Camera dei Comuni, Theresa May ha reso noto che il gas nervino utilizzato per avvelenare Skripal’ e la figlia è di un tipo che si sta sviluppando in Russia. “La lunga storia di omicidi politici – ha aggiunto May – patrocinati dallo stato lascia supporre che dietro l’accaduto ci sia la Russia”.

“Le conclusioni possibili sono solo due – ha sottolineato la leader conservatrice britannica – o è stata un’azione diretta dello stato russo, o il governo russo ha perso il controllo di un agente tossico potenzialmente devastante ed ha permesso che questo finisse in mani altrui”.

In parlamento Theresa May ha tenuto una lunga requisitoria contro Mosca, citando non solo l’avvelenamento con polonio-12, sempre in territorio britannico, dell’altro ex agente Aleksandr Litvinenko, morto nel 2016, ma anche l’intromissione russa nelle elezioni di altri stati, la violazione degli spazi aerei dei paesi baltici e scandinavi, la crisi ucraina, l’intervento in Siria e l’occupazione della Crimea. Per Theresa May, Mosca è un aggressore violento, e non un partner affidabile, di conseguenza il Regno Unito deve prepararsi “ad assumere misure ancora più dure di quelle implementate finora”.

La premier britannica ha concluso affermando di aver dato mandato al ministro degli esteri Johnson di convocare l’ambasciatore russo a Londra per chiedere spiegazioni. 

Il ministro degli esteri russo, Sergej Lavrov, parlando alla stampa, ha respinto ogni responsabilità da parte della Russia. “La Russia non è colpevole – ha dichiarato il capo della diplomazia russa – La Russia è pronta a cooperare in conformità con la Convenzione sulla proibizione delle armi chimiche, se il Regno Unito si impegna a rispettare gli obblighi internazionali assunti con lo stesso strumento”. 

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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