Yemen: l’ISIS colpisce Aden

Pubblicato il 13 marzo 2018 alle 18:13 in Medio Oriente Yemen

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Almeno 4 persone sono state uccise in un attentato che ha colpito una cucina militare situata nella città di Aden, nel sud dello Yemen, utilizzata per preparare i pasti per le forze yemenite addestrate e sostenute dagli Emirati Arabi Uniti.

Secondo quanto riferito da alcuni testimoni, nella mattinata di martedì 13 marzo, un’autobomba, probabilmente guidata da un attentatore suicida, sarebbe esplosa nei pressi della cucina, che si trovava nell’area di Al-Derain, nel nord di Aden. La responsabilità dell’attentato è stata rivendicata dallo Stato Islamico.

Si tratta del secondo attacco di questo tipo, condotto contro i soldati addestrati dagli Emirati Arabi Uniti, in meno di un mese. Il 24 febbraio, un’autobomba e alcuni uomini armati avevano tentato di irrompere nel quartier generale di un’unità antiterrorismo nella città di Aden, causando la morte di almeno 14 persone e il ferimento di altre 40. Anche in questa occasione l’attentato era stato rivendicato dallo Stato Islamico.

A gennaio, la città di Aden era stata lo scenario di scontri tra le forze fedeli al presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale, e i separatisti. Gli scontri si erano intensificati domenica 28 gennaio e, nel giro di 4 giorni, avevano causato la morte di 87 persone e il ferimento di altre 312. Gran parte delle forze dei separatisti, che, sin dall’inizio della guerra civile, avevano combattuto a fianco di Hadi, erano state reclutate nelle unità delle forze speciali, addestrate dagli Emirati Arabi Uniti per combattere Al-Qaeda. Nel Paese è particolarmente attivo il gruppo Al-Qaeda nella Penisola Arabica (AQAP), un’organizzazione terroristica islamista, affiliata ad Al-Qaeda. Il gruppo, considerato dagli Stati Uniti il ramo più pericoloso di Al-Qaeda a livello mondiale, è responsabile della pianificazione di numerosi attacchi terroristici contro obiettivi occidentali, tra i quali l’attentato contro la sede di Charlie Hebdo, che ha colpito Parigi il 7 gennaio 2015.

Aden era la capitale dello Yemen del Sud, prima che le due aree del Paese venissero unite, il 22 maggio 1990. La città costituisce la sede del governo di Hadi e la capitale de facto dello Yemen, da quando la capitale ufficiale yemenita, Sanaa, era stata conquistata dalle forze dei ribelli il 21 settembre 2014. Gli scontri tra le due parti avevano aperto un nuovo fronte nella guerra civile yemenita, in corso da quasi 3 anni, nella quale si contrappongono due fazioni che rivendicano la legittimità del potere. Da un lato, gli Houthi, un gruppo zaidita sciita, sostenuto dall’Iran, e dall’altro le forze del governo di Hadi. Il 26 marzo 2015, nel conflitto è entrata anche la coalizione araba, a guida saudita, che sostiene il presidente yemenita e comprende, oltre all’Arabia Saudita, Bahrein, Egitto, Kuwait, Sudan ed Emirati Arabi Uniti. L’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, in particolare, sono i Paesi che contribuiscono maggiormente alla coalizione.

Sfruttando la situazione di forte instabilità del Paese, anche l’ISIS è riuscito a introdursi in alcune aree non controllate, dai quali pianifica e dirige attentati in tutto il mondo, e nei quali recluta nuovi seguaci. I jihadisti dell’ISIS compiono altresì attacchi contro le forze di sicurezza yemenite e i ribelli sciiti, considerati eretici.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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