Yemen: Iran costruisce missili balistici all’interno del Paese

Pubblicato il 13 marzo 2018 alle 6:04 in Iran Yemen

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L’Iran ha iniziato a produrre i missili balistici all’interno del territorio dello Yemen, come starebbe già facendo in Siria e in Libano, a causa del timore dell’imposizione di sanzioni internazionali nei confronti di Teheran e degli ostacoli che il Paese si troverebbe ad affrontare contrabbandando i missili in Yemen, secondo quanto riferito da fonti del Corpo delle Guardie della Rivoluzione iraniana.

Stando alle informazioni riferite dal quotidiano Al-Arabiya in lingua araba, l’Iran starebbe sostenendo gli Houthi, i ribelli che combattono in Yemen contro le forze del presidente Rabbo Mansour Hadi, riconosciuto dalla comunità internazionale, mettendo loro a disposizione motori speciali per i missili balistici e tecnologie industriali e fornendogli combustibile solido. Oltre a ciò, gli Houthi sarebbero stati formati a Teheran da ingegneri di Hezbollah, esperti nel settore della produzione missilistica. Attraverso il mercato nero, inoltre, i ribelli yemeniti riuscirebbero a procurarsi i motori dei missili, la maggior parte dei quali provengono da Russia e Corea del Nord, che verrebbero pagati dalle Quds Forces, le forze speciali del Corpo delle guardie della rivoluzione iraniana responsabili per le operazioni estere.

Dal momento che gli Houthi non avrebbero impianti di produzione missilistica e che sarebbe quasi impossibile contrabbandare missili della lunghezza di 12 metri a causa dell’embargo imposto nei confronti dello Yemen, l’Iran, sostenuto dai propri alleati, starebbe tentando di far entrare in Yemen i materiali di metallo necessari per la produzione di missili balistici.

In merito alla presenza iraniana in Libano, lunedì 29 gennaio, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, aveva accusato l’Iran di stare tentando di “trasformare il Libano in un grande sito missilistico, un sito per la produzione di missili di precisione contro lo Stato di Israele”. Per quanto riguarda la Siria, il 28 febbraio, il canale americano Fox News aveva svelato che Teheran avrebbe costruito una nuova base militare nei pressi della capitale siriana. Si sarebbe trattato della seconda base militare iraniana costruita nel territorio siriano. Le notizie sull’esistenza della prima base permanente iraniana in Siria erano circolate il 10 novembre 2017. La struttura, che era stata distrutta tre settimane più tardi, il 2 dicembre 2017, da alcuni missili sparati da Israele, era stata fabbricata nei pressi della città di Al-Qiswa, situata a sud di Damasco, a circa 50 km dal confine con Israele.

L’Iran è stato più volte accusato di aver fornito le armi che gli Houthi utilizzano nel conflitto civile dello Yemen. Lunedì 26 febbraio, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si era riunito per votare in merito a una bozza di Risoluzione, presentata da Gran Bretagna, Stati Uniti e Francia dieci giorni prima, il 16 febbraio, la quale condannava l’Iran per aver violato l’embargo sulle armi imposto allo Yemen, inviando missili e droni agli Houthi. Il documento si basava su un report redatto dagli esperti dell’organizzazione internazionale, secondo il quale i missili sparati dagli Houthi contro il territorio dell’Arabia Saudita nel 2017 sarebbero stati prodotti in Iran. In questo contesto, il progetto condannava Teheran per aver violato l’embargo sulle armi del 2015 e chiedeva l’imposizione di ulteriori misure per far fronte a tali infrazioni. Nel 2015, il Consiglio dell’ONU aveva adottato la Risoluzione n.2216 , che imponeva ai ribelli di ritirarsi dalle aree conquistate durante i conflitto, di rinunciare alle armi sequestrate dalle istituzioni militari e di sicurezza e un embargo sulle armi. La bozza di Risoluzione era stata bloccata dalla Russia che aveva esercitato il proprio diritto di veto.

Sia l’Iran sia gli Houthi hanno più volte respinto tali accuse, affermando che le forze armate dello Yemen avrebbero rafforzato le capacità missilistiche da sole. Lunedì 26 febbraio, il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Bahram Qassemi, aveva dichiarato che la bozza di Risoluzione contro l’Iran avrebbe aiutato gli “aggressori” e aveva criticato il governo britannico per il “comportamento disonesto”. In questo contesto, Qassemi ha affermato: “Non mandiamo armi in Yemen. Questo gioco di condanne viene fatto da coloro che alimentano le fiamme della guerra e dello spargimento di sangue in Yemen”. Secondo quanto riferito dal portavoce del Ministero iraniano, ciò che sta succedendo in Yemen sarebbe il risultato dell’esportazione delle armi americane e britanniche in Arabia Saudita, la quale avrebbe scatenato la guerra in Yemen nel marzo 2015 per riportare al potere il precedente governo, alleato di Riad.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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