Tillerson: Ciad potrebbe essere eliminato dalla lista dei Paesi affetti dal travel ban

Pubblicato il 13 marzo 2018 alle 9:50 in Ciad USA e Canada

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Il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, ha reso noto che Washington sta valutando di eliminare il Ciad dalla lista dei Paesi affetti dal travel ban, il quale impedisce ai cittadini di un determinato Paese di entrare negli USA, per rilanciare le relazioni con le autorità di N’djamena e sostenerle nella lotta al terrorismo nella regione.

La notizia è stata resa nota a margine dell’incontro tra Tillerson, il ministro degli Esteri ciadiano, Mahamat Zene Cherif, e il presidente Idriss Deby nella capitale dello Stato Africano, penultima tappa del tour africano del segretario americano, iniziato il 6 marzo. Dopo essersi recato in Etiopia, Gibuti e Kenya, il 12 marzo, Tillerson ha visitato il Ciad e la Nigeria, per poi rientrare negli Stati Uniti un giorno in anticipo rispetto alla fine prestabilita del viaggio, il primo nel continente africano nelle vesti di segretario di Stato.

Durante i meeting, Tillerson si è congratulato con le autorità ciadiane, le quali hanno rafforzato i controlli di sicurezza sui passaporti. “Credo che tali mosse ci permetteranno di iniziare a normalizzare le nostre relazioni con il Ciad”, ha spiegato il segretario, aggiungendo che verrà preparato un report sui progressi compiuti dal Paese africano, che verrà valutato dal presidente Donald Trump il mese prossimo. Oltre ai progressi sul controllo dei passaporti, occorre ricordare che il Ciad fa parte del G5 Sahel, il nuovo corpo antiterrorismo composto da 5,000 ufficiali, tra soldati, poliziotti e agenti speciali originari di Mali, Mauritania, Niger, Ciad e Burkina Faso, creato nel febbraio 2017 per contrastare la crescita dell’estremismo e del traffico di esseri umani nell’area del Sahel che, essendo poco controllata, pullula di militanti di al-Qaeda, dell’ISIS e di altre organizzazioni. Il 30 ottobre scorso, gli Stati Uniti hanno promesso di fornire 60 milioni di dollari al G5 Sahel, per sostenere gli sforzi contro l’estremismo nella regione. A tale proposito, Tillerson ha affermato che, dopo la sconfitta militare dell’ISIS in Siria e in Iraq, i jihadisti stanno scappando in Africa, motivo per cui è fondamentale che il nuovo corpo antiterrorismo del Sahel sia attivo ed efficiente. Alcune fonti militari di N’djamena hanno riferito che gli USA hanno un drone presso il porto della capitale, con il quale monitorano l’area del Sahel e supportano le operazioni antiterrorismo.

Il Ciad, come la Nigeria e altri Stati della regione del Lago Ciad, è colpito anche dalla violenza dei terroristi nigeriani di Boko Haram. Tuttavia, come evidenziato nel Country Report on Terrorism 2016 del governo americano, rispetto al 2015, nel 2016 gli attacchi terroristici di Boko Haram sono diminuiti, soprattutto grazie all’operatività dell’esercito ciadiano. Al fine di contrastare la diffusione dell’estremismo violento tra i cittadini, il 5 febbraio è stato inaugurato un centro per lo studio e la prevenzione della radicalizzazione jihadista, nella capitale N’djamena, gestito da un gruppo di studiosi locali. L’obiettivo è quello di contribuire alla de-radicalizzazione dei militanti e di evitare che i giovani e i bambini vengano esposti all’estremismo.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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