Putin: la Crimea non sarà mai più parte dell’Ucraina

Pubblicato il 13 marzo 2018 alle 16:29 in Russia

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Vladimir Putin ha dichiarato che la Crimea e Sebastopoli non apparteranno all’Ucraina mai più. “Siete pazzi? Non ci sono le circostanze e non ci saranno mai” – ha dichiarato il Presidente della Federazione russa nel documentario “Putin” pubblicato la scorsa settimana sui social network.

In precedenza Putin aveva spiegato perché ha preso la decisione sulla riunificazione con la penisola.

“Quando mettiamo sul piatto il destino di milioni di persone che vogliono ritornare e le difficoltà nelle relazioni, il primo punto è incomparabilmente più importante” – ha affermato Putin.

Allo stesso tempo il presidente ha ammesso di non aver dubitato che l’Occidente avrebbe introdotto sanzioni contro la Russia per la questione della Crimea. “La questione era solo in quale forma si sarebbero presentate” – ha aggiunto Putin.

La Crimea – parte dell’Ucraina sin dal 1961 per una decisione dell’allora leader comunista Nikita Chruščev – è ritornata ad essere una regione russa dopo il referendum del marzo 2014, dove oltre il 95% degli abitanti della penisola ha votato per la riunificazione con la Russia. Le autorità russe hanno ripetutamente affermato che gli abitanti della Crimea hanno scelto democraticamente, nel pieno rispetto del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite. L’Ucraina, al contrario, considera ancora la Crimea un suo territorio, ma temporaneamente occupato.

Come dichiarato in passato dal presidente Putin, la questione della Crimea per la Russia “è chiusa definitivamente”.

Il documentario “Putin” è parte della campagna elettorale del presidente, che cerca la rielezione nel voto del prossimo 18 marzo, e sta avendo grande risalto anche fuori dai confini russi. In un altro brano il leader del Cremlino ha dichiarato anche di aver dato ordine, nel febbraio 2014, di abbattere un aereo civile con 100 persone a bordo.

Durante le olimpiadi invernali di Sochi – ha raccontato Putin – gli fu comunicato che un volo civile diretto dall’Ucraina alla Turchia con a bordo 110 persone era stato dirottato da terroristi ed era diretto a Sochi, dove si sarebbe schiantato sullo stadio olimpico. I funzionari della sicurezza gli avevano confermato che in casi come quello il protocollo prevedeva l’abbattimento del velivolo.

“Dissi loro: muovetevi secondo i piani” – aggiunge il Presidente, che non nasconde il proprio sollievo nel raccontare che poco dopo ricevette la notizia che si trattava di un falso allarme e che il passeggero che aveva minacciato l’equipaggio non era un terrorista, ma semplicemente un ubriaco.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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