Pozzallo: diplomatici stranieri si congratulano per il sistema di accoglienza italiano

Pubblicato il 13 marzo 2018 alle 17:29 in Immigrazione Italia

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Nel corso dei giorni passati, diversi diplomatici stranieri hanno fatto visita all’hotspot di Pozzallo, in Sicilia, congratulandosi per l’attuazione del complesso sistema di accoglienza e per gli sforzi relativi alla gestione del fenomeno migratorio da parte delle autorità italiane.

La visita dell’ambasciatore del Regno Unito in Italia, Jill Morris, i primi di marzo, è stata seguita da incontri nella prefettura di Ragusa con il generale americano a Napoli, Mary Ellen Coyntryman, con l’ambasciatore danese in Italia, Erik Vilstrup Lorenzen e l’ambasciatore belga, Frank Carruet. Secondo quanto riportato dal Ministero dell’Interno, tutti i diplomatici hanno mostrato grande interesse verso la gestione italiana del fenomeno migratorio, soprattutto verso il modello di accoglienza diffusa.

Tale modello è stato presentato dal ministro dell’Interno, Marco Minniti, lo scorso dicembre a Napoli. Il documento, firmato da 265 sindaci dei comuni campani, ha l’obiettivo di migliorare il sistema di accoglienza dei richiedenti asilo. Ad avviso di Minniti, il protocollo ha costituito “una riforma all’accoglienza, una visione comune che consentirà di affrontare una questione storica dell’Italia, tenendo insieme i principi dell’umanità, dell’integrazione e della sicurezza”. Il fine dell’accoglienza diffusa è quello di eliminare i grandi centri che, secondo il ministro, per quanto le autorità possano sforzarsi a gestirli, non possono essere considerati la principale via di integrazione in Italia. Come aveva affermato al seminario del CeSPI a Bruxelles, il 4 dicembre scorso, Minniti ritiene che l’integrazione sia cruciale sia per una gestione efficiente dell’immigrazione, sia per evitare la fusione tra quest’ultima e il terrorismo. In tale senso, l’accoglienza diffusa aiuta a distribuire e integrare meglio i migranti in tutto il territorio italiano.

In seguito allo sbarco di 181.000 migranti sulle coste italiane nel 2016, dall’inizio del 2017, l’Italia, sostenuta dall’Unione Europea e sotto la guida del ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha concluso altresì una serie di accordi in ambito migratorio con la Libia, principale porto di partenza delle imbarcazioni dei trafficanti di esseri umani, al fine di meglio gestire la crisi migratoria e contrastare le attività degli scafisti. Ne è conseguito che, nel 2017, sono sbarcati complessivamente 119.369 stranieri in Italia, segnando una diminuzione significativa rispetto all’anno precedente. Secondo quanto riferito dalla “Relazione sulla tutela della salute dei migranti e della popolazione residente”, pubblicato dal Dipartimento dell’immigrazione all’inizio dello scorso novembre, il 2017 è stato un anno di svolta in ambito dell’accoglienza dei migranti. Ciò, ad avviso del documento, è stato possibile grazie alla creazione dell’ossatura di un sistema di accoglienza basato su tre assi normativi lanciati dal ministro dell’Interno. Il primo asse è stato la velocizzazione dei tempi di ospitalità nei centri e sull’effettività dei rimpatri; il secondo è stato l’accordo con l’Anci per la realizzazione della rete per il sistema di protezione per i rifugiati e i richiedenti asilo; il terzo asse, infine, è stato il Piano nazionale d’integrazione per i titolati di protezione internazionale.

Dal primo gennaio al 12 marzo 2018, sono giunti in Italia via mare 5.566 migranti, di cui 2.811 partiti dalla Libia, Si tratta di una cifra tre volte minore rispetto ai 15.843 stranieri attraccati sulle coste italiane nello stesso periodo del 2017. I primi cinque porti maggiormente interessati dagli sbarchi, finora, sono stati Messina, Pozzallo, Catania, Augusta e Lampedusa.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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