Vienna: uomo armato ucciso dopo aver attaccato un soldato di fronte all’ambasciata iraniana

Pubblicato il 12 marzo 2018 alle 9:12 in Austria Europa

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Un uomo armato è stato ucciso a colpi di arma da fuoco davanti all’ambasciata iraniana a Vienna, dopo aver cercato di attaccare un poliziotto per introdursi nell’edificio, verso le 11:30 di sera di domenica 11 marzo.

L’ufficiale era da solo di fronte all’entrata della missione iraniana, situata nella zona occidentale della capitale austriaca, quando l’attentatore si è scagliato contro di lui con un coltello. Prima di sparare, il soldato ha utilizzato lo spray al peperoncino per cercare di calmare l’uomo, un 26enne austriaco, che è poi morto sul colpo. La guardia è stata condotta in ospedale per una ferita al braccio.

Un portavoce del Ministero della Difesa austriaco ha riferito che il soldato ha agito secondo le regole per cercare di reprimere l’attacco, i cui motivi rimangono al momento sconosciuti. Intanto, sono state aumentate le misure di sicurezza in tutte le ambasciate presenti a Vienna. L’attacco è avvenuto a pochi giorni di distanza da un altro attentato con coltello in cui 4 persone sono rimaste gravemente ferite, sempre nella capitale austriaca, per mano di un 23enne afghano che ha poi confessato alla polizia quanto effettuato.

Secondo quanto riportato da un report del Counter Extremism Project, l’estremismo islamico è un problema che è cresciuto negli ultimi anni. Già nel giugno del 2014, il Federal Office for the Protection of the Constitution and Counterterrorism aveva messo in guardia le autorità in merito alla presenza di numerosi estremisti nel Paese. Due mesi dopo, Vienna era stata individuata come un importante hub per i jihadisti europei, dove questi sostavano prima di cercare di raggiungere la Siria attraverso i Balcani occidentali. Entro l’ottobre del 2015, sono stati complessivamente 300 i cittadini austriaci che sono partiti per il Medio Oriente, di cui circa 70 dovrebbero essere rientrati. In seguito all’attacco del 22 marzo 2016 a Bruxelles, in cui sono morte 32 persone, il consigliere per l’antiterrorismo austriaco, Nicolas Stockhammer, riferì che l’allerta in Austria era molto alta. Occorre ricordare che, nel marzo 2015, una corte locale ha condannato un 14enne austriaco, chiamato Merkan G., per terrorismo e per avere contatti con i militanti dello Stato Islamico. Nel corso degli anni gli arresti e le condanne sono continuate. Il 26 gennaio 2017, le autorità di Vienna hanno trattenuto 14 sospettati legati all’ISIS in una serie di raid antiterrorismo, che hanno coinvolto almeno 800 agenti di polizia a Vienna e nella città meridionale di Graz.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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