Tillerson conclude tour in Africa un giorno in anticipo

Pubblicato il 12 marzo 2018 alle 13:31 in Africa USA e Canada

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Il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, è stato costretto a concludere in anticipo il tour in Africa per rientrare a Washington. Il viaggio, iniziato il 6 marzo, avrebbe dovuto concludersi il 13 ma, a causa di questioni urgenti negli USA, Tillerson dovrà tornare alla Casa Bianca nella mattina di martedì 12.

Secondo quanto riferito dal Dipartimento di Stato americano, il segretario è atterrato in Etiopia il 6 marzo, dove ha incontrato l’ex premier Hailemariam Desalegn, che ha presentato le dimisisoni il 15 febbraio, il ministro degli Esteri Workneh Gebeyehu, e il presidente della commissione dell’Unione Africana Moussa Faki Mahamat. Nel Paese del Corno d’Africa vige uno stato di emergenza dal 16 febbraio, il giorno seguente alle dimisisoni di Hailemariam, il quale ha dichiarato di aver lasciato il potere per permettere l’avvio di riforme democratiche. Le tensioni politiche in Etiopia sono emerse dal novembre 2015, nella regione di Oromia e, con il passare del tempo, si sono estese alla regione Amhara e gradualmente in tutto il Paese. Addis Abeba aveva già sperimentato uno stato di emergenza di 9 mesi, dal novembre 2016 all’agosto 2017, durante i quali le autorità avevano vietato qualsiasi forma di sciopero e protesta.

L’8 marzo, Tillerson si è recato in Gibuti, dove ha incontrato il presidente Ismail Omar Guelleh. Il piccolo Paese del Corno d’Africa ospita la base americana di Camp Lemmonier, la più grande postazione militare che gli Stati Uniti hanno in Africa, che ospita più di 4.000 soldati e dalla quale partono i droni che bombardano al-Qaeda in Yemen e al-Shabaab e l’ISIS in Somalia.

Infine, il 10 è andato in Kenya, dove ha colloquiato con il presidente Uhuru Kenyatta e il ministro degli Esteri, Monica Juma. Il Kenya ha vissuto una situazione di instabilità politica nel corso dei mesi passati, in quanto le votazioni presidenziale dell’8 agosto 2017, che avevano proclamato Kenyatta come presidente, sono state annullate e riorganizzate il 26 ottobre scorso, e hanno confermato nuovamente Kenyatta come presidente del Kenya, con il 98,2% dei voti. Il 30 gennaio, il leader dell’opposizione National Resistance, si è autoproclamato presidente del Kenya presso il parco Uhuru della capitale Nairobi. Durante gli incontri con gli ufficiali kenioti, Tillerson ha esortato alla riconciliazione tra Kenyatta e Odinga, al fine di placare le tensioni etniche e le divisioni politiche all’interno del Paese africano.

Poco prima della partenza, il 6 marzo, il segretario di Stato aveva annunciato che gli Stati Uniti avrebbero fornito un pacchetto di aiuti umanitari del valore di 533 milioni di dollari alle vittime dei conflitti e della siccità in Etiopia, Somalia, Sud Sudan e nei Paesi dell’Africa occidentale e centrale che confinano con il Lago Ciad.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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