Crisi Etiopia: polizia uccide 9 civili per errore

Pubblicato il 12 marzo 2018 alle 11:32 in Africa Etiopia

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Le forze di sicurezza etiopi hanno ucciso per errore 9 civili, presso la città di Moyale, al confine con il Kenya. Il quotidiano Africa News riferisce che la notizia è stata resa nota da Daniel Berhane, un blogger pro-governativo, che ha citato il Command Post, un organo istituito per sorvegliare la situazione in Etiopia in seguito all’imposizione dello stato di emergenza, il 16 febbraio. Secondo Behrane, il Command Post avrebbe riportato che un’unità militare posizionata a Moyale per intercettare elementi anti-governativi dell’Oromo Liberation Fronte (OLF), nel corso delle operazioni, avrebbe ucciso erroneamente 9 civili e ne avrebbe feriti altri 12. Subito dopo, gli ufficiali sono stati disarmati e presi in custodia per avviare indagini sull’accaduto.

Alcuni attivisti hanno dato una versione differente dell’episodio, riferendo che le vittime sono state molte di più. Jawar Mohammed, attivista che risiede negli USA, ha rivelato che le autorità hanno tolto l’elettricità a Moyale, portando molti cittadini a fuggire in Kenya. Robert Mahoney, vice direttore esecutivo del Committee to Protect Journalists (CPJ), ha riferito che il governo di Addis Abeba sta sfruttando lo stato di emergenza per colpire gli oppositori e i suoi critici. “L’Etiopia non può utilizzare di nuovo la scusa dell’emergenza per arrestare i giornalisti e mettere a tacere le voci contrarie”, ha affermato Mahoney.

Lo stato di emergenza, dalla durata di 6 mesi, è stato imposto dalla coalizione governativa in seguito alle dimissioni del premier Hailemariam Desalegn, presentate il 15 febbraio per permettere al Paese di attuare riforme democratiche. Tale situazione comporta una serie di restrizioni alla popolazione per mantenere l’ordine pubblico e garantire la sicurezza, come il divieto di sciopero, di manifestare e di organizzare o partecipare a riunioni non autorizzate. Non è la prima volta che l’Etiopia affronta la dichiarazione di uno stato di emergenza, in quanto dal novembre 2016 all’agosto 2017, il governo di Addis Abeba, per cercare di fronteggiare le proteste, aveva bandito qualsiasi forma di manifestazione. In quel periodo, le autorità sono state accusate altresì di aver violato i diritti umani e di aver commesso abusi nei confronti dei cittadini.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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