Turchia: Erdogan critica la NATO per mancato supporto in Siria

Pubblicato il 11 marzo 2018 alle 12:49 in Siria Turchia

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Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha criticato la NATO poiché, a suo dire, non sta sostenendo Ankara nel quadro della campagna militare Ramo d’Olivo contro i curdi siriani.

Nella giornata di sabato 10 marzo, parlando con alcuni giornalisti in merito al mancato appoggio delle forze della NATO all’offensiva turca diretta ad Afrin, il presidente della Turchia ha provocatoriamente chiesto: “Ehi, NATO, dove sei?”. Erdogan ha inoltre accusato l’alleanza militare di fare uso di due pesi e due misure, a seconda di quale alleato chieda sostegno, lasciando intendere che Ankara gode di una posizione svantaggiata in seno all’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord. Nella medesima occasione, Erdogan ha affermato inoltre che la Turchia, Stato membro della NATO, quando è stato richiesto ha sempre inviato le proprie truppe nelle varie aree di conflitto. Tuttavia, adesso che Ankara chiede di essere spalleggiata in Medio Oriente nella lotta contro le milizie curde in Siria, non ottiene in cambio lo stesso trattamento. Il presidente turco ha chiuso il suo commento lanciando un nuovo appello all’alleanza militare e ha rinnovato la richiesta di aiuto, aggiungendo che, ora più che mai, i confini del suo Paese sono in serio pericolo.

Almeno 370 combattenti curdi delle People’s Protection Units (YPG) sono morti da quando il governo di Ankara ha lanciato, il 20 gennaio 2018, l’Operazione Ramo d’Olivo. Oltre a loro, sono stati uccisi 340 combattenti ribelli. Sono invece oltre 200 i civili che hanno perso la vita. Ankara ha però criticato tale bilancio delle vittime, sostenendo che mette in atto tutti gli accorgimenti necessari per evitare di colpire civili. La campagna militare turca ha destato preoccupazioni umanitarie circa la sorte di decine di migliaia di civili residenti nella città di Afrin. Vi è una sola via d’uscita dalla città, ed essa porta alle zone siriane della provincia di Aleppo, che sono sotto il severo controllo del regime del presidente siriano, Bashar al-Assad.

Afrin è separata geograficamente da un’area ben più ampia, che si trova a est vicino al confine con la Turchia ed è attualmente in mano ai curdi siriani; tale territorio include ampie porzioni di terra sottratte in battaglia dalle People’s Protection Units (YPG) allo Stato Islamico grazie anche al contributo militare statunitense.

Nella giornata di sabato 10 marzo, l’Osservatorio siriano per i Diritti Umani ha reso noto le forze turche hanno raggiunto la periferia della città di Afrin, in seguito a una settimana di violenti scontri con le milizie curde nella Siria settentrionale.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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