Turchia: colpiti obiettivi del Partito dei Lavoratori del Kurdistan in Iraq

Pubblicato il 11 marzo 2018 alle 16:42 in Iraq Turchia

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Gli aerei da guerra della Turchia hanno distrutto almeno 18 obiettivi appartenenti al Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) nella parte settentrionale dell’Iraq durante il fine settimana.

La notizia è stata riportata domenica 11 marzo. Tra sabato 10 e domenica 11 marzo l’esercito militare ha colpito le regioni irachene Hakurk, Zap, Metina, Gara e Avasin-Basyan. Non ci sono ancora notizie sul bilancio delle vittime.

Il Partito dei Lavoratori del Kurdistan sta portando avanti una rivolta contro il governo turco dal 1984, con l’obiettivo di ottenere l’autonomia. Il conflitto ha ucciso circa 40.000 persone.

Negli scorsi mesi, le truppe turche avevano già colpito alcune postazioni dei soldati curdi nel nord dell’Iraq. Il 1 febbraio, lo Stato Maggiore turco aveva annunciato di aver neutralizzato 49 terroristi del PKK nel territorio iracheno. In tale occasione, la Turchia aveva affermato che i raid aerei avrebbero fatto parte dell’operazione Ramo d’Olivo.

Le operazioni di Ankara nel territorio iracheno si erano svolte nel contesto di un accordo tra Iraq e Turchia, mirato a contrastare i membri del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) nel territorio iracheno. Il 21 gennaio, Ankara e Baghdad avevano intrapreso i negoziati per condurre un’operazione congiunta mirata a contrastare la presenza dei membri del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) nel distretto di Sinjar, situato nel nord dell’Iraq. Il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) sarebbe particolarmente attivo nel territorio settentrionale dell’Iraq, ma, recentemente, avrebbe rafforzato la sua presenza anche al confine con la Siria, al fine di sostenere le postazioni delle People’s Protection Units (YPG), situate nel nord del Paese, dove i curdi controllano circa un quarto del Paese, grazie alla collaborazione con gli Stati Uniti nella lotta contro lo Stato Islamico.

Il 20 gennaio, Ankara aveva lanciato l’operazione Ramo d’Olivo contro il distretto di Afrin, situato nel nord-ovest della Siria, al confine con la Turchia. Si tratta di una campagna militare mirata a “liberare il territorio dal terrorismo” e a creare una zona di sicura dell’estensione di 30 km al confine tra Turchia e Siria. La Turchia considera le People’s Protection Units (YPG) parte del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), un partito politico e para-militare curdo ritenuto illegale da Ankara. Giovedì 8 marzo, il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavosoglu, aveva dichiarato che l’operazione Ramo d’Olivo dovrebbe concludersi entro maggio. Nella stessa occasione, l’uomo ha altresì annunciato che la Turchia lancerà una campagna contro i curdi nel nord dell’Iraq, in collaborazione con il governo di Baghdad. La data prevista per l’inizio dell’operazione militare sarà maggio 2018, subito dopo le elezioni presidenziali che si terranno nel Paese.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

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