Siria: forze turche arrivano ad Afrin

Pubblicato il 11 marzo 2018 alle 10:11 in Siria Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Le forze turche hanno raggiunto la periferia della città di Afrin dopo un’intensa settimana di scontri con le milizie curde nella Siria settentrionale, ha reso noto l’Osservatorio siriano per i Diritti Umani.

La notizia è stata divulgata dall’organizzazione di monitoraggio nella giornata di sabato 10 marzo. La Turchia, insieme ai gruppi di ribelli siriani a essa alleati, ha avanzato da est verso la città siriana di Afrin tra intensi bombardamenti, ha reso noto l’Osservatorio per i Diritti Umani con base a Londra.
Venerdì 9 marzo, il presidente della Turchia, Tayyip Erdogan, aveva preannunciato l’avvenimento, affermando che l’esercito turco sarebbe presto entrato ad Afrin. Nello stesso comunicato, il presidente turco ha giurato di neutralizzare tutti i combattenti curdi dal territorio in questione. Il giorno antecedente a tale dichiarazione, giovedì 8 marzo, Erdogan aveva altresì annunciato che le forze turche avrebbero neutralizzato 3171 terroristi. Ad oggi, nel corso della campagna militare, Ankara è riuscita ad assumere il controllo di tutte le zone limitrofe al distretto di Afrin e confinanti con la frontiera turca, ivi inclusi piccoli villaggi e cittadine.

Ankara ha lanciato l’operazione Ramo d’Olivo il 20 gennaio scorso; tale offensiva è diretta contro il distretto di Afrin, situato nel nord-ovest della Siria, al confine con la Turchia. Lo scopo di tale campagna militare è quello di “liberare il territorio dal terrorismo” e al contempo creare un cordone di sicurezza dell’estensione di 30 km al confine tra Turchia e Siria. Ankara mira a sconfiggere le milizie curde delle People’s Protection Units (YPG), le quali godono dell’appoggio degli Stati Uniti. In particolare, la Turchia considera tali forze armate illegali, in quanto facenti parte del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), un partito politico e para-militare curdo proscritto da Ankara. Nonostante tra il governo siriano e le milizie delle YPG non scorra buon sangue, e le due fazioni si siano scontrate sul campo a più riprese, le People’s Protection Units, messe alle strette dall’offensiva turca, hanno invocato l’intervento di Damasco per aiutarle a resistere all’operazione Ramo d’Olivo. Nel mese di febbraio, le milizie siriane fedeli al presidente del Paese, Bashar al-Assad, sono dunque entrate nel distretto di Afrin con l’obiettivo di prestare soccorso alle People’s Protection Units (YPG). Nonostante tali rinforzi e il rischio che la battaglia assuma, in questo nuovo contesto, dimensioni più ampie e sfoci in una guerra, la Turchia ha continuato la propria campagna militare nella regione.

Il 6 febbraio, il presidente turco ha altresì annunciato che l’operazione militare di Ankara coinvolgerà anche il territorio siriano di Manbij, con lo scopo di espellere le People’s Protection Units (YPG) anche da tale regione.

Afrin è separata geograficamente da un’area ben più ampia, che si trova a est vicino al confine con la Turchia ed è attualmente in mano ai curdi siriani; tale territorio include ampie porzioni di terra sottratte in battaglia dalle People’s Protection Units (YPG) allo Stato Islamico grazie anche al contributo militare statunitense.

Il termine “neutralizzato” viene utilizzato dalle autorità turche per indicare la resa, la cattura o l’uccisione dei terroristi.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.