L’Australia e il terrorismo

Pubblicato il 11 marzo 2018 alle 6:01 in Approfondimenti Australia

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Nel 2017, l’Australia è stata teatro di due incidenti che sono stati definiti dalle autorità “atti di terrorismo”. Il primo si è verificato il 6 e 7 aprile a Queanbeyan, nel New South Wales, dove due adolescenti di 16 e 17 anni hanno pugnalato a morte un dipendente di una stazione di servizio per poi ferire altre 4 persone. Secondo quanto riferito dalla polizia, i due attentatori avevano scritto le lettere “IS” con il sangue della vittima sulle pareti della stazione di servizio. Dopo numerose ore dall’assalto, gli adolescenti sono stati arrestati dalla polizia. Entrambi si sono poi rifiutati di apparire di fronte alla Children Court, lo scorso 28 giugno, dalla quale erano stati accusati di omicidio, furto e di aver ferito intenzionalmente civili. Le indagini hanno rivelato che il 16enne aveva sofferto di disturbi mentali, e che faceva uso di metanfetamina. Inoltre, sembra che uno sei due, al momento dell’arresto, avesse continuato ad urlare in arabo “Dio è grande” diverse volte”. Sui profili dei social network del 16enne è stato altresì rinvenuto materiale radicale, postato proprio nella settimana precedente all’attacco del 6-7 aprile.

Il secondo attacco del 2017 si è verificato il 5 giugno 2017 a Brighton, un sobborgo di Melbourne, dove il 29enne somalo-australiano Yacqub Khayre ha ucciso il receptionist del Buckingham International Serviced Apartments, prendendo poi in ostaggio una prostituta. In seguito, l’uomo è stato ucciso nel corso di una sparatoria con la polizia, che ha definito l’episodio un atto di terrorismo. Dalle indagini è emerso che Khayre fosse giunto in Australia nel 1991, all’età di soli 3 anni, dopo aver trascorso molto tempo in un campo profughi del Kenya. Fin dall’adolescenza aveva fatto uso di droghe e aveva iniziato a compiere piccoli reati, divenendo noto alle forze di sicurezza di Melbourne. Nel 2009 compì un viaggio in Somalia, dove le autorità australiane ritengono abbia ricevuto un addestramento presso i campi militari del gruppo terroristico affiliato ad al-Qaeda, al-Shabaab, con l’obiettivo di partecipare alle offensive dei militanti contro il governo somalo. Mentre si trovava nel Paese africano, Khayre ottenne il permesso da parte di un chierico estremista, il quale lo autorizzò a compiere un attacco terroristico in Australia. Una volta rientrato a Melbourne, nel luglio del 2009, fu accusato, insieme ad altri, di cospirazione contro la sicurezza locale, venendo condannato a 16 mesi di carcere. Una volta uscito, vi rientrò una seconda volta nel 2011 per essere trovato in possesso di armi da fuoco. Nel 2012, dopo aver fatto irruzione in un’abitazione, venne condannato a 5 anni di prigione, dove vi rimase fino al dicembre 2016.

Da anni, l’Australia sta aumentando la sua attività di anti-terrorismo e le sue azioni contro i gruppi militanti legati allo Stato Islamico, stando in una situazione di allerta a causa dei recenti attentati terroristici. Per quanto riguarda l’anno statistico del 2016, secondo quanto riportato dal Country Report on Terrorism 2016 del governo americano, Canberra è stata particolarmente attiva nell’ambito della coalizione internazionale a guida americana contro l’ISIS, costituendo il principale sostenitore militare, con l’invio di più di 300 soldati, tra cui un gruppo di forze speciali, per addestrare e assistere le truppe irachene. L’Australia ha altresì effettuato bombardamenti in Siria per mezzo dei jet da guerra F/A-18 Hornet. Nel luglio 2016, il primo ministro, Malcolm Turnbull, ha annunciato che il suo Paese avrebbe prolungato l’addestramento delle agenzie di polizia locali. Al fine di combattere il terrorismo, l’Australia collabora anche con numerosi partner asiatici, soprattutto per cercare di contrastare il fenomeno dei foreign fighter e la minaccia del radicamento dell’ISIS nella regione.

Mel 2016 si è verificato un solo incidente terroristico, il 20 settembre, quando un 22enne associato allo Stato Islamico ha ferito un 59enne australiano a Minto, un sobborgo di Sidney. Il giovane è stato arrestato con l’accusa di aver compiuto un atto di terrorismo. Nello steso anno sono stati complessivamente 5 i complotti sventati dalle autorità australiane.

In merito alla legislazione antiterrorismo, il governo di Canberra applica le leggi in vigore contro le minacce domestiche e, nel 2016, ha adottato nuove norme per rafforzare la sicurezza. Nel mese di dicembre, il Parlamento australiano si è espresso in favore di un emendamento al codice penale che ha permesso la detenzione prolungata di quei sospettati di terrorismo che stanno per finire la pena, che vengono considerati ad alto rischio di commettere nuove azioni una volta rilasciati. Un secondo emendamento al codice penale ha conferito alle forze armate australiane la possibilità di scegliere una gamma più ampia di affiliati all’ISIS da poter trattenere, in linea con il diritto internazionale. Nel mese di luglio 2016, l’Australia ha lanciato l’Australian Criminal Intelligence Commission (ACIC), la quale mette insieme e confronta le infrazioni delle forze dell’ordine e delle agenzie si sicurezza per fornire un quadro più ampio e completo delle minacce, e per meglio identificate i legami tra il crimine organizzato e le indagini sulla sicurezza, che includono i terroristi, i foreign fighter e gli estremisti. Sempre nel 2016, è stato ricostruito e rinnovato l’Australian Counterterrorism Center per coordinare in maniera più efficace gli sforzi delle agenzie del Paese nelle indagini e nelle operazioni antiterrorismo. Nell’ambito della condivisione di informazioni, le comunità di sicurezza americane e australiane collaborano perfettamente, scambiandosi dati in continuazione per essere sempre aggiornate sulle eventuali minacce. I controlli alle frontiere rimangono molto rigidi e precisi, e ricorrono a diversi metodi di verifica e di screening dei passaporti per individuare i sospettati. Nel 2016, sono stati circa 190 i passaporti australiani cancellati per tentativi di raggiungere la Siria o l’Iraq. Al momento, il governo di Canberra ha stimato che 100 foreign fighter australiano si sono uniti alle fila dei gruppi terroristici in Medio Oriente, mentre sono 200 le persone sotto indagini in Australia, sospettate di fornire supporto alle organizzazioni jihadiste. Dal settembre 2014 56 individui, tra cui 6 giovani, sono stati condannati con accuse legate al terrorismo.

Per quanto riguarda il contrasto al finanziamento del terrorismo, l’Australia è un membro della Financial Action Task Force (FATF), e ha lo status di osservatore all’interno della Middle East and North Africa’s Financial Action task Force. Canberra è altresì un membro fondatore dell’Asia/Pacifc Group on Money Laundering (APG). Il Paese si torva ad affrontare diversi rischi legati al finanziamento dei network dell’ISIS e, per tale ragione, ha la capacità di congelare gli asset degli individui e delle entità sospettate. L’agenzia governativa Australian Transaction Reports and Analysis Centre (AUSTRAC), è l’organo che ha il compito di controllare e monitorare tutte le transazioni, e di regolare il trasferimento di denaro, rimesse e servizi. Nel 2016 l’AUSTRAC ha registrato un aumento del 201% degli scambi internazionali di intelligence con 1.262 richieste in entrata e 461 richieste in uscita.

Il Dipartimento del Procuratore Generale australiano (AGD) guida gli sforzi di contrasto dell’estremismo violento (CVE) della nazione. In seguito a una ristrutturazione del 2016, l’AGD ha istituito il Centro CVE, composto da quattro rami che rafforzano la diversità e la partecipazione sociale, lavorano con comunità e istituzioni vulnerabili, affrontano la propaganda terroristica online e contrastano la radicalizzazione con la violenza. Il governo australiano coordina il supporto e i finanziamenti ai governi statali e territoriali per attuare programmi. A maggio, il governo australiano ha annunciato un ulteriore investimento di 3,73 milioni di dollari per le comunità colpite dall’estremismo violento e per impedire ai giovani di radicalizzarsi online.

Infine, nell’ambito della cooperazione regionale e internazionale, l’Australia è un membro dell’Onu, dell’ASEAN Regional Forum, del Pacific Island Forum, dell’APEC, del Global Counterterorrism Forum e del Global Initiative to Combat Nuclear Terrorism.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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