Stati Uniti: negozieremo con Corea del Nord solo dopo ‘azioni concrete’

Pubblicato il 10 marzo 2018 alle 10:11 in Corea del Nord USA e Canada

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Il presidente americano, Donald Trump, non incontrerà il leader nordcoreano, Kim Jong Un, finché Pyongyang non intraprenderà “azioni concrete”, ha dichiarato la Casa Bianca in seguito alla recente apertura diplomatica di Kim.

Venerdì 9 marzo, la portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders, durante una conferenza stampa ha affermato: “Il presidente non acconsentirà all’incontro bilaterale senza prima vedere la Corea del Nord intraprendere misure e azioni concrete; così, il presidente avrà ottenuto qualcosa”. Sanders non ha specificato la natura delle azioni che Pyongyang è sollecitata a intraprendere, e i funzionari della Casa Bianca hanno più tardi rettificato che non era intenzione della portavoce dettare nuove condizioni per i negoziati tra Trump e Kim. Tuttavia, i commenti di Sanders hanno mostrato che un incontro tra i due leader diplomatici, per discutere circa il programma nucleare e missilistico portato avanti dalla Corea del Nord, non sarà imminente.
Il presidente Trump, nella serata di venerdì, ha aggiunto un commento sulla questione dal suo profilo Twitter, scrivendo che l’accordo per i negoziati con la Corea del Nord è sul punto di poter essere raggiunto e, se così sarà, si tratterà di un accordo molto positivo per il mondo intero. Il luogo e la data di tale incontro saranno ufficializzati in un secondo momento.

Un membro del Dipartimento di Stato americano ha affermato che l’incontro tra Trump e Kim consisterà, con molta probabilità, in una discussione preliminare circa la possibilità di fissare future trattative.

Nella giornata di giovedì 8 marzo, il capo di Stato dell’Agenzia per la Sicurezza Nazionale della Corea del Sud, Chung Eui-yong,si trovava a Washington per aggiornare il presidente americano circa un incontro avvenuto nel corso della settimana tra alcuni diplomatici sudcoreani e il leader nordcoreano. In tale frangente, Chung ha affermato che il presidente Trump ha acconsentito a fissare un incontro con Kim entro maggio, come risposta all’invito offertogli da Pyongyang. Chung ha inoltre aggiunto che Kim si è impegnato a iniziare un processo di denuclearizzazione e a sospendere sia il programma nucleare che i test missilistici.

La decisione da parte del presidente Trump di incontrare il leader nordcoreano, dopo mesi di tensioni diplomatiche tra Washington e Pyongyang, rappresenta una ipotetica svolta strategica senza precedenti. Ad oggi, nessun presidente degli Stati Uniti ha mai incontrato direttamente il leader della Corea del Nord. La risoluzione di Trump ha sorpreso anche la Casa Bianca e i relativi funzionari, in quanto, fino ad ora, la politica decisa nei confronti della Corea del Nord è stata caratterizzata da un netto rifiuto e dalla conseguente condanna delle attività nucleari e e missilistiche portate avanti nel Paese asiatico. A tale posizione contraria degli Stati Uniti hanno fatto seguito fatti concreti, ossia l’imposizione di pesanti sanzioni, supportate dalla minaccia di un intervento militare, se Kim non abbandonerà lo svolgimento delle pratiche militari sulla penisola.

In merito alla possibile mossa strategica di Pyongyang si è espresso Michael J. Green, ex consigliere del presidente George W. Bush, affermando che “è molto probabile che con questo gesto la Corea del Nord stia cercando di ridurre le sanzioni a suo carico e di assicurare la legittimità del suo programma nucleare”.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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