Colombia: il candidato delle FARC si ritira dalle presidenziali

Pubblicato il 10 marzo 2018 alle 6:00 in America Latina Colombia

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La ex guerriglia colombiana, ora partito Fuerza Alternativa Revolucionaria del Común (FARC), ha deciso di ritirarsi dalle elezioni presidenziali  del 27 maggio prossimo a causa dello stato di salute di Rodrigo Londoño, alias ‘Timochenko’.

Lo scorso 7 marzo Londoño ha subito un intervento a cuore aperto, e il giorno successivo la dirigenza della FARC ha reso noto in un comunicato: “circostanze ampiamente conosciute dall’opinione pubblica circa il processo di recupero del nostro candidato, dopo l’operazione chirurgica subita ieri, ci spingono a declinare la nostra candidatura alle presidenziali”.

Il partito nato da quella che dal 1964 al 2016 è stata la prima forza guerrigliera della Colombia ha deciso inoltre di non indicare alcun sostituto né di fare concorrere la finora candidata alla vicepresidenza Imelda Daza.

Iván Márquez, numero due della formazione, ha sottolineato come le difficoltà incontrate nel passaggio della guerriglia alla politica abbiano avuto un peso importante nella decisione di non concorrere alla presidenza.

Il partito si è visto obbligato a sospendere la campagna elettorale in numerosi dipartimenti, a causa della cattiva accoglienza riservata loro da parte della popolazione, contraria ad ogni avvicinamento alla ex-guerriglia.  In diverse città del paese Timochenko è stato accolto da lanci di uova e frutta marcia, tanto da dover sospendere i comizi pubblici a partire dal 9 febbraio scorso.

Bisogna ricordare, infatti, come il 2 ottobre 2016 i colombiani si fossero opposti per via referendaria agli accordi di pace tra il governo e le FARC siglati a Cuba dal presidente Santos e dallo stesso Timochenko nell’agosto 2016. Santos per raggiungere la pace fu costretto dunque a siglare un nuovo patto con le FARC, che non prevedeva il sostegno popolare, il 24 novembre 2016.

I sondaggi, inoltre, assegnano alla Fuerza Alternativa Revolucionaria del Común una percentuale di poco superiore all’1%. 

Il partito parteciperà al voto legislativo di domani 11 marzo, in seguito al quale otterrà 5 deputati e 5 senatori a prescindere dal risultato elettorale come parte dell’accordo di pace siglato nel novembre 2016 a L’Avana. Ai 10 legislatori “blindati” – che corrono in collegi senza avversari – si sommeranno gli eletti che spetteranno al partito sulla base del voto di domenica.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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