Siria: Ghouta diviso in due, 1.005 i morti

Pubblicato il 9 marzo 2018 alle 10:20 in Medio Oriente Siria

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Il territorio del Ghouta orientale, una delle ultime roccaforti dei ribelli in Siria, è divisa a metà e le forze fedeli al governo del presidente siriano, Bashar Al-Assad, hanno ripreso il controllo di circa il 45% del territorio, secondo quanto riferito da un comandante dell’esercito governativo.

Le forze del governo che stanno avanzando dalla zona orientale del Ghouta sarebbero pronte a unirsi a quelle che muovono da ovest e il territorio che collega le due parti dell’enclave, quella settentrionale e quella meridionale, sarebbe ampio soltanto 1 km e sarebbe sottoposto costantemente ai bombardamenti delle forze fedeli ad Al-Assad. In questo senso, la roccaforte dei ribelli sarebbe divisa in due, stando alle informazioni riportate da un comandante dell’esercito governativo, che ha preferito rimanere anonimo. La notizia è stata smentita da Wael Alwan, un portavoce delle forze dell’opposizione siriana.

L’offensiva dell’esercito governativo nel Ghouta si è intensificata a partire dal 18 febbraio. Mercoledì 7 marzo, il governo siriano ha potenziato la propria presenza nell’enclave, dove ha inviato almeno 700 nuove unità dell’esercito. Nella stessa giornata, i raid aerei delle forze di Al-Assad hanno causato la morte di 68 persone, tra i quali numerosi civili. Giovedì 8 marzo, l’organizzazione internazionale Medici senza frontiere aveva riferito che gli scontri nel Ghouta, che continuano incessantemente da più di due settimane, avrebbero causato 1.005 morti e 4.829 feriti.

Mercoledì 7 marzo, si è riunito per la seconda in poco più di due settimane il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per discutere la situazione del Ghouta orientale. Durante la sessione precedente, che si era svolta il 24 febbraio, l’organizzazione internazionale aveva imposto una tregua di 30 giorni in tutto il territorio siriano, mirata a consentire la distribuzione degli aiuti umanitari nell’enclave e le evacuazioni mediche. Il secondo incontro si è svolto su richiesta di Francia e Gran Bretagna a causa del mancato rispetto del cessate-il-fuoco in Siria. In tale occasione, il Consiglio di Sicurezza avrebbe fatto pressione a Mosca e Damasco, alleati nel conflitto civili, affinché garantiscano il rispetto della tregua.

Nella mattinata di venerdì 9 marzo, un convoglio di aiuti di emergenza, composto da 13 camioni, è riuscito a entrare nel territorio del Ghouta orientale e si è diretto verso la cittadina di Douma, nel Ghouta, approfittando di una pausa negli scontri tra le forze governative e i ribelli, secondo le informazioni riferite dal Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC). Il giorno precedente, giovedì 8 marzo, la portavoce del Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC), Ingy Sedky, aveva riferito che l’arrivo del convoglio, che avrebbe dovuto entrare a Douma lo stesso giorno, era stato posticipato. In questo senso, la Sedky aveva dichiarato: “Il convoglio di oggi è stato posticipato, dal momento che la situazione sul campo si sta evolvendo e ciò non ci permette di portare a termine l’operazione in queste condizioni”. Il primo convoglio umanitario era riuscito ad accedere all’area lunedì 5 marzo, nonostante le forze governative avessero impedito la distribuzione di circa la metà del carico e di numerosi rifornimenti sanitari.  

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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