Niger: Pentagono approva salario extra per le truppe presenti nel Paese

Pubblicato il 9 marzo 2018 alle 13:01 in Niger USA e Canada

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Il Pentagono ha autorizzato le truppe americane posizionate in Niger a ricevere una paga extra per l’imminente pericolo in cui si trovano ad operare. La decisione è stata presa prima che la Casa Bianca approvasse la proposta avanzata dallo US Africa Command.

Un portavoce del Pentagono, il maggiore Sheryll I. Klinkel, ha riferito che l’inclusione del Niger nella lista delle zone di conflitto dove le truppe ricevono salari extra era stata era stata presentata dalle truppe americane stanziate nel Paese da molto tempo. Prima dell’approvazione, l’ufficio per la gestione del budget della Casa Bianca deve valutare la questione, raccogliendo una serie di testimonianze per arrivare ad una decisione finale. Klinkel ha riferito di essere rimasto molto sorpreso dall’approvazione del Pentagono, avvenuta ancor prima della decisione di Washington.

Martedì 6 marzo, il generale Thomas Waldhauser, capo dello US Africa Command, aveva fornito la propria testimonianza di fronte all’House Armed Services Committee, riferendo la necessità della richiesta per i soldati presenti in Niger. Il New York Times riferisce che, nel corso dell’udienza, Waldhauser si è rifiutato di rispondere alle domande in merito alle indagini sugli attacchi dell’ISIS contro i soldati americani avvenuti nel Paese africano nell’ottobre 2017. Nonostante il dossier sia completo, deve ancora ricevere l’approvazione del segretario per la Difesa, James Mattis, e dal generale Joseph Dunford, capo del Joint Chief of Staff. Una volta che entrambi lo approveranno nei prossimi giorni, i risultati saranno comunicati alle famiglie delle truppe USA che sono state uccise, ai membri del Congresso e al pubblico.

Nel corso dello scorso ottobre, le truppe americane in Niger hanno subito due attacchi terroristici. Il primo si è verificato il 4 ottobre, presso un’area rurale a 200 km da Niamey, nel villaggio di Tongo Tongo, dove sono morti 4 Berretti Verdi, i soldati delle forze speciali americane, mentre altri 2 sono rimasti feriti. Il secondo è accaduto il 23 ottobre, sempre in un’area rurale intorno alla capitale nigerina, dove sono morti altri 4 soldati americani. Il giorno seguente, il Pentagono ha reso noto che, a suo avviso, anche le imboscate erano state condotte dai militanti dell’ISIS.

Il 5 marzo, gli ufficiali militari e dell’intelligence americana hanno reso noto di essere convinti che i militanti dell’ISIS che hanno teso un’imboscata alle truppe statunitensi in Niger siano scappati attraverso i confini con il Mali dove, a loro avviso, si trovano tutt’ora. Secondo quanto riporta la CNN, al momento, gli USA stanno collaborando con l’esercito e l’intelligence francese presenti in Mali per individuare la loro precisa posizione, in modo da colpire i terroristi.

Lo US Africa Command, la missione americana in Africa, sostiene che il Niger sia un partner importante per gli Stati Uniti, in quanto i due eserciti nazionali collaborano per contenere la minaccia terroristica nell’Africa occidentale e nella regione del Sahel. Sono circa 800 i membri del personale militare americano presenti nel Paese africano. Tra questi vi sono diversi ufficiali delle forze speciali, il corpo diplomatico presente all’ambasciata americana di Niamey e soldati che assistono e conducono la costruzione della base aerea 201 a Agadez.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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