Francia: 14 milioni di euro all’esercito del Libano

Pubblicato il 9 marzo 2018 alle 16:03 in Francia Libano

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La Francia invierà un pacchetto di aiuti del valore di 14 milioni di euro all’esercito libanese, che comprende la formazione dei soldati e il rifornimento di strumenti militari, tra i quali i missili anticarro, secondo quanto rivelato da un funzionario francese.

Il pacchetto di aiuti farebbe parte di un più ampio progetto della Francia mirato al rafforzamento delle istituzioni del Libano e al raggiungimento della sicurezza nel Paese. Tale annuncio è stato fatto in occasione dell’incontro tra il ministro della Difesa libanese, Yaacub Sarraf, e il suo omologo francese, Florence Parly, che si è svolto giovedì 8 marzo a Parigi. Durante la riunione, le due parti hanno discusso la cooperazione bilaterale in campo militare.

Il Libano vive una situazione di instabilità a causa delle tensioni settarie, in particolare tra i musulmani sunniti e quelli sciiti. Il Libano è una democrazia parlamentare, il cui sistema politico si basa sul confessionalismo, ovvero un assetto istituzionale in cui l’appartenenza religiosa diventa il principio ordinatore della rappresentanza politica. Di conseguenza, secondo il Patto nazionale libanese del 1943, che integra la Costituzione, le più alte cariche dello Stato sono assegnate ai tre gruppi principali. In questo senso, il presidente è un cristiano maronita, il primo ministro un musulmano sunnita, il presidente del Parlamento un musulmano sciita. All’interno di questo scenario politico si inserisce Hezbollah, un partito politico e un gruppo militante di ispirazione sciita, considerato un’organizzazione terroristica da parte di Stati Uniti, Israele, Canada, Lega Araba e Consiglio di Cooperazione del Golfo. Sull’instabilità del Libano influiscono anche la vicinanza geografica del Paese alla Siria, devastata dalla guerra civile dal 15 marzo 2011, che ha causato lo sfollamento di circa 1,5 milioni di siriani in Libano, e i rapporti con Israele, con il quale sono in corso dispute in merito alla determinazione dei confini.

Nel novembre 2017, il Libano ha vissuto un momento di crisi dovuto al fatto che, il 4 novembre 2017, durante un viaggio a Riad, il primo ministro libanese, Saad Al-Hariri, aveva presentato le dimissioni in diretta televisiva, affermando di temere un attentato alla sua vita. Successivamente, il 27 novembre 2017, il premier aveva minacciato di dimettersi se Hezbollah non avesse accettato la politica di “neutralità” adottata dal Libano e non si sarebbe tenuto lontano dai conflitti regionali. Al-Hariri aveva ritirato ufficialmente le dimissioni un mese dopo, il 5 dicembre 2017, dopo essere rientrato in patria qualche giorno prima, il 21 novembre 2017.

In merito ai rapporti tra Riad e Beirut, giovedì 8 marzo, il funzionario francese ha dichiarato: “La nuova guida saudita non ha le stesse relazioni del passato con il Libano e non vuole più investire miliardi di dollari nel Paese. Di conseguenza, siamo in una fase in cui stiamo consolidando la situazione”.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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