Afghanistan: ISIS rivendica l’attentato di Kabul

Pubblicato il 9 marzo 2018 alle 15:37 in Afghanistan Asia

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Un attentatore suicida si è fatto esplodere nel distretto 6 della città di Kabul durante la commemorazione dell’anniversario della morte di Abdul Ali Mazari, il leader dell’Islamic Unity Party, che era stato assassinato dai talebani il 12 marzo 1995. L’attentato è stato rivendicato dallo Stato Islamico attraverso la sua agenzia di stampa, Amaq.

Nella mattinata di venerdì 9 marzo, un uomo si sarebbe fatto esplodere vicino a una moschea nell’area di Mosalla-e-Mazar, nel distretto 6 della capitale afghana, secondo quanto riferito dal vice portavoce del Ministero dell’Interno, Nasrat Rahimi. L’esplosione sarebbe avvenuta a circa 300 metri di distanza dal luogo in cui i funzionari del governo si erano riuniti per commemorare l’anniversario della morte di Abdul Ali Mazari. Al momento, il bilancio delle vittime sarebbe di 7 morti, tra i quali un poliziotto e 6 civili, e 15 feriti.

Si tratta dell’ultimo di una serie di attentati che stanno colpendo il territorio dell’Afghanistan negli ultimi mesi. Due giorni prima, mercoledì 7 marzo, due attacchi avevano colpito due aree diverse del Paese. Il primo era avvenuto nella provincia di Kandahar contro il quartier generale della polizia nel distretto di Spin Boldak e aveva causato la morte di almeno 4 poliziotti e il ferimento di altri 3. Il secondo attentatore si era fatto esplodere nella città di Jalalabad, nella provincia orientale di Nangharar, uccidendo il capo degli affari religiosi del pellegrinaggio islamico, e ferendo 7 passanti.

Questi due attacchi erano stati rivendicati dai talebani, che sono molto attivi nel Paese. Dopo essere stati abbattuti dagli americani, in seguito all’invasione del 2001 e all’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere un gruppo insurrezionale che compie numerose offensive per destabilizzare il Paese e riprendere il controllo del governo. Sedici anni di invasione e più di 100 miliardi di dollari spesi, tuttavia, non sono ancora riusciti a porre fine all’instabilità del Paese, che continua a subire la furia sia dei militanti afghani, sia dei terroristi affiliati all’ISIS. L’obiettivo dei talebani è quello di riprendere il controllo della capitale Kabul per imporre in tutto il Paese una rigida interpretazione della legge islamica. Dal 2015, l’Afghanistan è minacciato dalla Khorasan Province, la branca dell’ISIS attiva nella regione che compie continui attentati contro le forze di sicurezza e le minoranze sciite locali. L’ultimo attacco rivendicato dai militanti risale al 28 dicembre, quando almeno 40 persone sono morte, mentre altre 30 sono rimaste ferite in un attacco suicida rivendicato dall’ISIS a Kabul che ha colpito l’ufficio dell’agenzia stampa Afghan Voice e il centro culturale sciita Tabyan.

L’attività terroristica dei talebani in Afghanistan si è ulteriormente intensificata da quando, il 21 agosto 2017, il presidente statunitense, Donald Trump, aveva annunciato la nuova strategia americana nel Paese asiatico, che ha l’obiettivo di eliminare definitivamente la minaccia terroristica dalla regione, moltiplicando i bombardamenti aerei in Afghanistan per colpire sia i talebani, sia i militanti affiliati allo Stato Islamico.

Il governo attuale, sostenuto dai Paesi occidentali, si trova sotto una crescente pressione da parte del popolo, che richiede che vengano messe da parte le rivalità e si prendano provvedimenti per migliorare la sicurezza nel Paese. Proprio per porre fine al conflitto che va avanti da quasi 17 anni e riportare la stabilità in Afghanistan, il presidente Ashraf Ghani ha proposto una tregua ai talebani. Il 28 febbraio, in occasione dell’inizio del secondo meeting del Kabul Process for Peace and Security Cooperation, il leader afghano aveva affermato che i talebani avrebbero dovuto essere inclusi nel processo di pace per diventare un gruppo politico ufficiale. In questo contesto, Ghani aveva proposto l’imposizione di un cessate il fuoco, il rilascio dei prigionieri talebani, insieme all’organizzazione di nuove elezioni che includano i militanti, e che prevedano ad una revisione costituzionale. Per spingere i militanti a scendere a patti, il presidente ha altresì annunciato che il governo di Kabul avrebbe fornito a tutte le famiglie dei talebani passaporti e visti, e avrebbe rimosso le sanzioni contro i loro leader. L’UNAMA, la missione dell’Onu in Afghanistan, si è detta favorevole a tale proposta.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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