Turchia: Washington fermi le SDF

Pubblicato il 8 marzo 2018 alle 9:24 in Siria Turchia

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La Turchia ha esortato gli Stati Uniti a impedire che le Syrian Democratic Forces (SDF) abbandonino il governatorato di Deir Ezzor, situato nella Siria orientale, per schierarsi nel distretto di Afrin, che si trova nel nord-ovest del Paese, al confine con la Turchia.

Mercoledì 7 marzo, il portavoce della Presidenza turca, Ibrahim Kalin, ha dichiarato: “La Turchia ha preso le misure necessarie, attraverso i canali ufficiali, e continueremo ad adottarle” e ha aggiunto: “In particolare, ci aspettiamo che gli Stati Uniti intervengano e fermino il trasferimento delle forze delle People’s Protection Units (YPG), che si muovono sotto il loro controllo, da Manbij ad Afrin. Questo è un nostro diritto”.

Le dichiarazioni di Kalin sono giunte dopo che, martedì 6 marzo, il comandante delle Syrian Democratic Forces (SDF), Abu Omar Al-Idlibi, aveva riferito che 1.700 soldati, per la maggior parte arabi, schierati nel deserto siriano nel governatorato di Deir Ezzor, avrebbero abbandonato la lotta contro lo Stato Islamico per alimentare le fila delle forze impiegate negli scontri con la Turchia, che si stanno combattendo nel distretto di Afrin.

Il 20 gennaio, Ankara aveva lanciato l’operazione Ramo d’Olivo contro il distretto di Afrin. Si tratta di una campagna militare mirata a “liberare il territorio dal terrorismo” e a creare una zona di sicura dell’estensione di 30 km al confine tra Turchia e Siria. La Turchia considera le People’s Protection Units (YPG) parte del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), un partito politico e para-militare curdo ritenuto illegale da Ankara.

In merito al riposizionamento delle Syrian Democratic Forces (SDF) nel distretto di Afrin, lunedì 5 marzo, la coalizione internazionale, a guida americana, che combatte contro l’ISIS in Siria e in Iraq, aveva annunciato una “pausa operativa” nelle operazioni contro l’organizzazione terroristica. Precedentemente, il 30 gennaio, il portavoce del Pentagono, Adrian Rankine-Galloway aveva riferito al quotidiano turco Hurriyet Daily News che lo spostamento dei soldati curdi non sarebbe dipeso dalla coalizione. In questo senso, il portavoce del Pentagono aveva dichiarato: “Siamo consapevoli che le Syrian Democratic Forces hanno riposizionato alcune forze in risposta alle recenti tensioni, nonostante ciò non sia sotto la direzione della coalizione”.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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